Rear view of large group of students raising their arms to answer the question on a class at elementary school.
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Il TAR del Veneto accoglie il ricorso dei genitori di una alunna con sostegno inserita in una classe di 25 alunni anziché 20.

da scuolainforma.it – 13 Dicembre 2021 – Garantire che venga rispettato il diritto allo studio, al sostegno e l’integrazione degli alunni con disabilità è compito di ogni istituzione scolastica: a volte però nella realtà della scuola solo in parte si tutelano questi diritti. È questo il caso di classi numerose in cui è inserito uno studente certificato. Una sentenza del Tar del Veneto tutela il diritto di un’alunna disabile ad essere inserita in una classe al massimo di 20 alunni.

Sostegno, il caso di un’alunna certificata inserita in una classe numerosa
Il sostegno agli alunni con disabilità è un argomento a cui prestare sempre attenzione per garantirne la giusta applicazione: spesso accade che si inserisce un alunno certificato in classi numerose, in cui per la propria patologia non dovrebbe trovarsi. È questo il caso di un’alunna minore diversamente abile inclusa in una classe di primo anno di 25 bambini pur presentando un disturbo all’area della relazione e comunicazione. Il padre, avendo presentato richiesta alla scuola affinchè si fosse inserita la figlia in un gruppo classe meno numeroso, non ha ricevuto risposta da parte del DS: per tale motivo ha presentato ricorso al TAR del Veneto, per far rispettare il diritto della propria figlia ad una corretta integrazione scolastica.

 

Sentenza del TAR del Veneto
Il TAR del Veneto, Sez I, con la sentenza del 9 dicembre 2021 ha accolto il ricorso presentato: ha affermato che risulta illegittimo l’inserimento di un alunno con sostegno in una classe superiore a 20 studenti, ad eccezione della presenza di deroga opportunamente motivata. Ma in questo caso, la scuola non ha presentato nessuna deroga e nessuna motivazione in merito.

Il TAR ha fatto riferimento al D.P.R. n. 81 /2009, art 5 comma 2, nel quale si regola la costituzione delle classi in presenza di casi di sostegno: “Le classi iniziali delle scuole ed istituti di ogni ordine e grado, ivi comprese le sezioni di scuola dell’infanzia, che accolgono alunni con disabilità sono costituite, di norma, con non più di 20 alunni, purché sia esplicitata e motivata la necessità di tale consistenza numerica, in rapporto alle esigenze formative degli alunni disabili, e purché il progetto articolato di integrazione definisca espressamente le strategie e le metodologie adottate dai docenti della classe, dall’insegnante di sostegno, o da altro personale operante nella scuola”. Anche la legge sulla “buona scuola” stabilisce che il DS riduca gli alunni nelle classi per migliorare la qualità didattica, considerando pure le esigenze educativo-didattiche degli studenti certificati.

 

Classi troppe numerose
La scuola italiana, purtroppo, continua ad essere caratterizzata dal fenomeno delle classi pollaio: gruppi classe eccessivamente numerosi che di certo non garantiscono né la giusta inclusione per gli alunni con sostegno, né il miglioramento della qualità didattica in generale.

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