Da EducationTrainingNetwork.com – 12/07/2019 – L’alto potenziale cognitivo e/o plusdotazione è una complessa costellazione di caratteristiche genetiche, psicologiche e comportamentali che caratterizza il 5% degli individui e che si esprime principalmente attraverso una capacità cognitiva eccezionalmente superiore alla media, alla quale anche il Consiglio di Europa ha dato riconoscimento ufficiale già nel 1994 attraverso la raccomandazione n° 1248.

Molti Paesi Europei nel corso degli anni hanno fatto propria tale raccomandazione ed hanno iniziato ad introdurre, sperimentare e adottare politiche educative mirate a promuovere compiutamente, attraverso attività didattiche personalizzate, lo sviluppo personale e la crescita intellettiva degli studenti plusdotati.

In linea con questa direzione anche in Italia, il Ministero dell’Istruzione e della Ricerca (MIUR), accogliendo le numerose segnalazioni pervenute nel corso degli anni dalle scuole, dalle comunità scientifiche e accademiche di riferimento e dalle varie associazioni di genitori, è intervenuto il 15 novembre 2018 con l’Istituzione di un Comitato Tecnico Nazionale per la tutela del diritto allo studio di alunni ad alto potenziale intellettivo e il 3 aprile 2019 con la Nota n°562.

E’ questo un momento importante per gli studenti plusdotati Italiani, poiché il MIUR attraverso la nota n° 562 finalmente “sdogana” il loro inserimento nei Bisogni Educativi Speciali (BES). Secondo le recenti indicazioni, infatti, gli studenti plusdotati così come gli studenti con disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) necessitano di tutela. Tutela che si deve esplicitare attraverso l’adozione di metodologie didattiche specifiche in un’ottica inclusiva, la valorizzazione degli stili di apprendimento, l’adozione di un piano didattico personalizzato (PDP), che non deve essere inteso come un mero adempimento burocratico, ma deve basarsi sul principio della “cura educativa”.

Fondamentale dunque, ai fini della predisposizione di un adeguato PDP, è il ruolo degli insegnanti, che sono chiamati ancora una volta a gestire la complessità che caratterizza le classi del nostro tempo. Anche in tema di plusdotazione quindi è importante che gli insegnanti acquisiscano e sviluppino conoscenze e competenze specifiche. E’ un’impresa ardua e al contempo nobile, che gli insegnanti italiani considerati tra i miglior al mondo per cultura e professionalità, sapranno certamente affrontare attraverso una mirata formazione, perché “l’insegnante ben preparato appare chiave di volta di tutte le innovazioni educativo-didattiche, quindi fattore determinante per la qualità della scuola. Ogni importante innovazione educativa, infatti, richiede sì una spinta esterna, ma l’attuazione, sia pur lenta, esige l’intelligenza, la preparazione e l’attiva volontà dei docenti” (Chang, 1997, 612).