Formazione Docenti Associazione Mnemosine | Master e Corsi di Perfezionamento per Docenti 2020-09-25T10:11:17Z https://www.formazionedocenti.it/feed/atom/ WordPress giovannipalumbo <![CDATA[Nuovo rapporto Unicef: 175 milioni di bambini non ricevono istruzione prescolare]]> http://www.formazionedocenti.it/?p=52980 2020-09-25T07:49:14Z 2020-09-25T07:49:14Z Da TrcInforma.it – 25/09/2020 – Secondo un nuovo rapporto dell’UNICEF, più di 175 milioni di bambini – circa la metà dei bambini in età prescolare a livello globale – non sono iscritti alla scuola preprimaria, perdendo un’occasione fondamentale di investimento e soffrendo sin dall’inizio di profonde diseguaglianze. Nei paesi a basso reddito, la fotografia è più grave: solo 1 bambino su 5 è iscritto alla scuola preprimaria – rispetto a 4 su 5 nei paesi ad alto reddito.

“A World Ready to Learn: Priotizing quality early childh oodeducation” (Un mondo pronto ad apprendere: dare priorità all’istruzione di qualità nella prima infanzia) rappresenta il primo rapporto globale dell’UNICEF sull’istruzione prescolare.

Secondo i dati disponibili in 48 paesi, il 47% dei bambini che frequentano programmi di istruzione prescolare mostrano progressi nell’alfabetizzazione e nella capacità di fare calcoli, rispetto al 20% dei bambini che non ricevono questo tipo di istruzione.I bambini che frequentano l’istruzione prescolare hanno dunque probabilità oltre 2 volte maggiori di stare al passo per imparare a leggere o fare calcoli rispetto ai bambini che non ricevono questo tipo di istruzione. In Nepal, i bambini che seguono programmi di istruzione per la prima infanzia hanno probabilità 17 volte maggiori di stare al passo per imparare a leggere e fare calcoli. Nei paesi in cui più bambini seguono programmi di istruzione prescolare, un numero significativamente maggiore di bambini completa la scuola primaria e raggiunge le competenze minime sia nella lettura che nella matematica al termine della scuola primaria. Nel 2017, 8 bambini su 10 in età da scuola preprimaria nei paesi ad alto reddito erano iscritti a programmi per l’istruzione prescolare. Nei paesi a basso reddito erano solo 2 su 10. Allo stato attuale, entro il 2030, i tassi di iscrizione all’istruzione prescolare nei paesi a basso reddito saranno in media solo del 32%, rispetto all’86% nei paesi ad alto reddito. Il rapporto rivela che i bambini iscritti almeno ad un anno di scuola preprimaria hanno maggiori probabilità di sviluppare le competenze di cui hanno bisogno per proseguire il loro percorso di studi, minori probabilità di ripetere gli anni scolastici o abbandonare la scuola e riescono maggiormente a contribuire a società ed economie prospere e pacifiche una volta adulti. Il rapporto mostra che il benessere familiare, il livello di istruzione delle madri e la localizzazione geografica sono trai fattori chiave determinanti per seguire l’istruzione prescolare. La povertà è da sola il più grande fattore determinante.

Questi altri dati importanti:

– Ruolo della povertà: In circa 64 paesi, i bambini più poveri hanno probabilità oltre 7 volte minore rispetto ai bambini delle famiglie più ricche di frequentare programmi di istruzione prescolare. In alcuni paesi, la divisione ricchi-poveri è molto più visibile. Per esempio, i bambini delle famiglie più ricche nella Repubblica della Macedonia del Nord hanno 50 volte più probabilità di ricevere un’istruzione prescolare rispetto a quelli delle famiglie più povere. In 60 paesi con dati disponibili, i bambini che vivono in aree urbane hanno circa 2,5 volte più probabilità di frequentare programmi di istruzione prescolare rispetto ai bambini che vivono in aree rurali.

– Impatto dei conflitti: 82 milioni di bambini – o 1 su 4 a livello globale – in età prescolare vivono in 33paesi colpiti da conflitti o disastri. Di questi, oltre 2/3 non sono iscritti a programmi di istruzione prescolare, un dato molto più basso rispetto a quello globale (50%). Questi sono i bambini per i quali l’istruzione prescolare ha i maggiori benefici. L’istruzione prescolare aiuta i bambini piccoli colpiti da crisi a superare i traumi che hanno subito dando loro una struttura, un luogo sicuro per imparare e giocare e un modo per esprimere le loro emozioni.

– Ciclo di rendimento scolastico: Nei paesi con dati disponibili, i bambini nati da madri che hanno completato il ciclo di studi secondario e oltre, hanno probabilità circa 5 volte maggiori di frequentare programmi di istruzione per la prima infanzia rispetto a coloro le cui madri hanno completato solo il ciclo di istruzione primaria o non hanno ricevuto un’istruzione formale.

Nel 2017, in media a livello globale, il 6,6% dei bilanci per l’istruzione nazionali era dedicato all’istruzione prescolare; circa il 40% dei paesi con dati aveva assegnato meno del 2% delle risorse per l’istruzione a questo settore. I paesi a basso reddito avevano investito, in media, meno del 2% del loro bilancio per l’istruzione in istruzione prescolare, mentre i paesi a reddito alto e medio alto avevano destinato rispettivamente l’8,7% e il 7,7%.In Africa Centrale e Occidentale, il 2,5% era destinato all’istruzione prescolare, con il 70% dei bambini nella regione che non ricevevano istruzione prescolare. In Europa e Asia Centrale, i governi dedicavano la percentuale maggiore – oltre l’11% delle loro risorse di bilancio per l’istruzione – all’istruzione prescolare. Meno di un quarto di tutti i paesi, la maggior parte a reddito alto o medio alto, hanno raggiunto tassi di iscrizione all’istruzione prescolare pari al 100%. Nel 17% di tutti paesi con dati disponibili, meno del 25% dei bambini idonei partecipano a programmi di istruzione prescolare. Questa mancanza globale di investimenti sull’istruzione prescolare ha impatti negativi sulla qualità dei servizi, compresa la mancanza significativa di personale scolastico formato per l’istruzione prescolare. A livello globale, nei paesi a reddito basso e medio basso, insieme, vive oltre il 60% dei bambini in età da scuola prescolare e appena il 32% degli insegnanti per la scuola prescolare. Infatti, solo 422.000 insegnati di scuola preprimaria attualmente insegnano nei paesi a basso reddito. Con l’espansione della popolazione, ipotizzando un rapporto ideale allievo-insegnante di 20 a 1, il mondo avrà bisogno di 9,3 milioni di nuovi insegnanti per la scuola preprimaria per raggiungere l’obiettivo dell’istruzione prescolare universale entro il 2030.Il rapporto studenti-insegnanti è significativamente più basso tra i paesi ad alto reddito (14 a 1), reddito medio alto (17 a 1) e paesi a reddito medio basso (20 a 1) – rispetto ai paesi a basso reddito con una media di 34 studenti per 1 insegnante nel 2017.Nei paesi a basso reddito, al 2017, solo il 50% degli insegnati di scuola prescolare erano stati formati, rispetto al 74% degli insegnati di scuola primaria.

“Se i governi di oggi vogliono una forza lavoro competitiva nelle economie di domani, – evidenzia Fore – devono partire dall’istruzione prescolare. Se vogliamo dare ai nostri bambini la migliore possibilità di vita per avere successo in un’economia globalizzata, i leader devono dare priorità e risorse apposite all’istruzione prescolare”.

L’UNICEF chiede ai Governi di rendere universale almeno 1 anno di istruzione prescolare di qualità e renderla parte del percorso scolastico di tutti i bambini, soprattutto dei più vulnerabili ed esclusi. Per tradurre tutto questo in realtà, l’UNICEF chiede ai governi di impegnare almeno il 10% delle loro risorse nazionali per l’istruzione per ampliare l’istruzione prescolare e investire in insegnati, standard qualitativi ed espansione equa.

 

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giovannipalumbo <![CDATA[L’Onu: “Educare i giovani per battere l’antisemitismo”]]> http://www.formazionedocenti.it/?p=52979 2020-09-25T07:49:08Z 2020-09-25T07:49:08Z Da Corriere.it – 25/09/2020 – Un rapporto su come combattere l’antisemitismo è stato presentato all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite da Ahmed Shaheed esperto dell’Onu per la libertà religiosa.

“L’antisemitismo costituisce un pericolo per la democrazia e una minaccia per la società: e poiché in molti Stati nel mondo non esistono meccanismi per il monitoraggio dei crimini d’odio è urgente investire nell’istruzione e nella formazione dei giovani perché crescano e diventino cittadini dotati di pensiero critico, empatia e conoscenza dei diritti umani per resistere alle ideologie estremiste, compresa la propaganda antisemita” ha spiegato Shaheed.

In rete crescono l’odio razziale e nel mondo reale aumentano gli attacchi contro le sinagoghe e la profanazione dei cimiteri ebraici. Espressioni antisemite vengono utilizzate sempre più frequentemente da sovranisti, neonazisti e membri di gruppi islamisti radicali, con slogan, immagini, stereotipi e teorie cospirative che vogliono incitare e giustificare l’ostilità, la discriminazione e la violenza contro gli ebrei.

“Non si sono esempi più lampanti dell’olocausto per mostrare come l’odio religioso e razziale può condurre ad un genocidio e alla distruzione di intere società”, sostiene l’esperto Onu.

È urgente dunque “investire nell’istruzione e nella formazione a tutti i livelli per identificare varie manifestazioni di antisemitismo e altre forme di odio”.

Gli Stati hanno, inoltre, «il dovere di adottare tutte le misure appropriate e di vietare legalmente l’incitamento alla discriminazione, all’ostilità o alla violenza basata sulla

religione o sulla fede, anche contro gli ebrei», ha aggiunto il rappresentante Onu.

“Gli attori della società civile possono poi svolgere un ruolo vitale nella lotta contro l’antisemitismo istituendo reti interreligiose per promuovere la coesione sociale”, ha affermato l’esperto.

“Rifiutiamo collettivamente l’antisemitismo e altre forme di odio e creiamo insieme società inclusive che difendano i diritti umani e la sicurezza per tutti”,

http://lepersoneeladignita.corriere.it/2019/10/19/lonu-educare-i-giovani-per-battere-lantisemitismo/

 

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giovannipalumbo <![CDATA[Il MIUR ha riconosciuto l’inserimento nei BES degli studenti plusdotati]]> http://www.formazionedocenti.it/?p=52968 2020-09-24T08:53:05Z 2020-09-24T08:53:05Z Da EducationTrainingNetwork.com – 24/09/2020 – L’alto potenziale cognitivo e/o plusdotazione è una complessa costellazione di caratteristiche genetiche, psicologiche e comportamentali che caratterizza il 5% degli individui e che si esprime principalmente attraverso una capacità cognitiva eccezionalmente superiore alla media, alla quale anche il Consiglio di Europa ha dato riconoscimento ufficiale già nel 1994 attraverso la raccomandazione n° 1248.

Molti Paesi Europei nel corso degli anni hanno fatto propria tale raccomandazione ed hanno iniziato ad introdurre, sperimentare e adottare politiche educative mirate a promuovere compiutamente, attraverso attività didattiche personalizzate, lo sviluppo personale e la crescita intellettiva degli studenti plusdotati.

In linea con questa direzione anche in Italia, il Ministero dell’Istruzione e della Ricerca (MIUR), accogliendo le numerose segnalazioni pervenute nel corso degli anni dalle scuole, dalle comunità scientifiche e accademiche di riferimento e dalle varie associazioni di genitori, è intervenuto il 15 novembre 2018 con l’Istituzione di un Comitato Tecnico Nazionale per la tutela del diritto allo studio di alunni ad alto potenziale intellettivo e il 3 aprile 2019 con la Nota n°562.

E’ questo un momento importante per gli studenti plusdotati Italiani, poiché il MIUR attraverso la nota n° 562 finalmente “sdogana” il loro inserimento nei Bisogni Educativi Speciali (BES). Secondo le recenti indicazioni, infatti, gli studenti plusdotati così come gli studenti con disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) necessitano di tutela. Tutela che si deve esplicitare attraverso l’adozione di metodologie didattiche specifiche in un’ottica inclusiva, la valorizzazione degli stili di apprendimento, l’adozione di un piano didattico personalizzato (PDP), che non deve essere inteso come un mero adempimento burocratico, ma deve basarsi sul principio della “cura educativa”.

Fondamentale dunque, ai fini della predisposizione di un adeguato PDP, è il ruolo degli insegnanti, che sono chiamati ancora una volta a gestire la complessità che caratterizza le classi del nostro tempo. Anche in tema di plusdotazione quindi è importante che gli insegnanti acquisiscano e sviluppino conoscenze e competenze specifiche. E’ un’impresa ardua e al contempo nobile, che gli insegnanti italiani considerati tra i miglior al mondo per cultura e professionalità, sapranno certamente affrontare attraverso una mirata formazione, perché “l’insegnante ben preparato appare chiave di volta di tutte le innovazioni educativo-didattiche, quindi fattore determinante per la qualità della scuola. Ogni importante innovazione educativa, infatti, richiede sì una spinta esterna, ma l’attuazione, sia pur lenta, esige l’intelligenza, la preparazione e l’attiva volontà dei docenti” (Chang, 1997, 612).

 

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giovannipalumbo <![CDATA[Vaccini, Miur: “Presidi non responsabili per le autocertificazioni false”]]> http://www.formazionedocenti.it/?p=52967 2020-09-24T08:53:01Z 2020-09-24T08:53:01Z Da Quotidiano.net – 24/09/2020 – Il Miur ha assicurato che i dirigenti scolastici non avranno responsabilità, in caso di autocertificazioni sui vaccini degli alunni, non veritieri. “Eventuali responsabilità connesse ad autocertificazioni non veritiere ricadono esclusivamente sugli autori delle stesse e non sulla dirigenza scolastica”. Oggi, alla presenza del ministro Marco Bussetti, il Miur ha tenuto un incontro con le Organizzazioni Sindacali rappresentative della dirigenza scolastica.

Il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha affrontato con i sindacati rappresentativi della dirigenza scolastica il tema degli obblighi vaccinali, con specifico ed esclusivo riferimento agli adempimenti a carico dell’Amministrazione scolastica.

In una nota si legge: “Il Miur ha chiarito che eventuali responsabilità connesse ad autocertificazioni non veritiere ricadono esclusivamente sugli autori delle stesse e non sulla dirigenza scolastica”. Il ministro Bussetti ha garantito e auspicato un confronto costruttivo e costante con i sindacati. Ha rappresentato il primo di una serie di confronti tecnici che ci saranno a partire dalla prossima settimana per discutere del regolare avvio dell’anno scolastico e di temi più generali e specifici della scuola”.

Il presidente dell’associazione nazionale dirigenti pubblici e alte professionalità della scuola (ANP), Antonello Giannelli, ha espresso “piena soddisfazione per la presa di posizione del ministro Bussetti”. “Ribadiamo la posizione da noi già espressa nei giorni scorsi relativamente all’obbligo di vaccinazione ed al rischio di ammettere nelle scuole i bambini non vaccinati. Naturalmente, finché resta in vigore l’attuale legge sugli obblighi vaccinali, per garantire la tutela della salute di tutti i bambini ed in particolare di quelli immunodepressi, dovranno essere effettuati i controlli previsti dall’art 71 del DPR 445/2000. Ritengo che si debbano accettare le autocertificazioni solo ed esclusivamente laddove le ASL non siano in grado di rilasciare le certificazioni, circostanza che i genitori dovranno dichiarare sotto la propria responsabilità”. E conclude: “Sono soddisfatto del tono disteso dell’incontro e della volontà del ministro di pianificare una serie di successivi incontri tecnici, per garantire un buon avvio dell’anno scolastico”.

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giovannipalumbo <![CDATA[Sicurezza, innovazione e sostenibilità: Fioramonti presenta le linee guida del Ministero]]> http://www.formazionedocenti.it/?p=52964 2020-09-23T08:37:42Z 2020-09-23T08:37:42Z Da TuttoScuola.com – 23/09/2020 – “Sicurezza, innovazione e sostenibilità, sono le tre linee guida del mio dicastero”. Così il ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti ha aperto il suo discorso programmatico alle commissioni di Camera e Senato oggi, 15 ottobre.

Edilizia scolastica: troppi edifici in situazioni disastrose

“La scuola italiana deve essere fucina di innovazione, ma non è possibile che tantissimi edifici scolastici siano in condizioni disastrose – ha continuato il Ministro -. Dobbiamo essere pragmatici, ma anche con una grande visione d’insieme. Non è possibile che a L’Aquila, dopo dieci anni dal terremoto, non ci sia ancora una scuola ricostruita. Sull’edilizia scolastica sarà ricostituita una task-force per coordinare appalti, gare e ricostruzione degli edifici in collaborazione con gli enti locali”.

Emergenza sostegno, Fioramonti: “osservatorio Inclusione misteriosamente interrotto. L’ho riattivato”

Fioramonti si è poi soffermato sull’emergenza sostegno: “Troppe cattedre scoperte, troppi insegnanti non formati, ancora poca attenzione all’inclusione con tante famiglie amareggiate. Subito indagine interna per capirne di più. Voglio capire perché si sia arrivati a settembre con una situazione difficile. Ho riattivato subito l’Osservatorio sull’inclusione, misteriosamente interrotto. Cinque milioni per la formazione del personale scolastico per accogliere la diversità e approfondire la tematica dell’inclusione”.

Incoraggiare lo studio dell’Inglese

“Basta con il provincialismo”. Qualche parola il Ministro la dedica allo studio della lingua inglese: “Dobbiamo incoraggiare gli studenti a parlare in lingua inglese. Dobbiamo essere orgogliosi di essere italiani, ma basta con il provincialismo autolesionista”.

Pagare docenti in modo migliore

Il Ministro è quindi tornato sulla questione dell’aumento degli stipendi agli insegnanti: “Voglio docenti pagati in modo migliore e non voglio essere costretto ad imbarazzarmi se si mette a paragone gli stipendi in Spagna e in Italia”.

Verso una scuola migliore

“Voglio dirigenti scolastici ambiziosi, personale di segreteria a tempo pieno, formato adeguatamente e poi la valorizzazione dello studente”, ha continuato il Ministro.

Più fondi alla scuola: appello al Parlamento

E sul tema delle risorse, Fioramonti è categorico: “Già da vice ministro ho tentato di far destinare maggiori fondi per la scuola e l’università. Faccio un appello alla comunità parlamentare, tutta, senza distinzioni politiche, investiamo seriamente su questo settore”.

 

https://www.tuttoscuola.com/sicurezza-innovazione-e-sostenibilita-fioramonti-presenta-le-linee-guida-del-ministero/

 

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giovannipalumbo <![CDATA[Nuovo rapporto Unicef: 175 milioni di bambini non ricevono istruzione prescolare]]> http://www.formazionedocenti.it/?p=52963 2020-09-23T08:37:35Z 2020-09-23T08:37:35Z Da TrcInforma.it – 23/09/2020 – Secondo un nuovo rapporto dell’UNICEF, più di 175 milioni di bambini – circa la metà dei bambini in età prescolare a livello globale – non sono iscritti alla scuola preprimaria, perdendo un’occasione fondamentale di investimento e soffrendo sin dall’inizio di profonde diseguaglianze. Nei paesi a basso reddito, la fotografia è più grave: solo 1 bambino su 5 è iscritto alla scuola preprimaria – rispetto a 4 su 5 nei paesi ad alto reddito.

“A World Ready to Learn: Priotizing quality early childh oodeducation” (Un mondo pronto ad apprendere: dare priorità all’istruzione di qualità nella prima infanzia) rappresenta il primo rapporto globale dell’UNICEF sull’istruzione prescolare.

Secondo i dati disponibili in 48 paesi, il 47% dei bambini che frequentano programmi di istruzione prescolare mostrano progressi nell’alfabetizzazione e nella capacità di fare calcoli, rispetto al 20% dei bambini che non ricevono questo tipo di istruzione.I bambini che frequentano l’istruzione prescolare hanno dunque probabilità oltre 2 volte maggiori di stare al passo per imparare a leggere o fare calcoli rispetto ai bambini che non ricevono questo tipo di istruzione. In Nepal, i bambini che seguono programmi di istruzione per la prima infanzia hanno probabilità 17 volte maggiori di stare al passo per imparare a leggere e fare calcoli. Nei paesi in cui più bambini seguono programmi di istruzione prescolare, un numero significativamente maggiore di bambini completa la scuola primaria e raggiunge le competenze minime sia nella lettura che nella matematica al termine della scuola primaria. Nel 2017, 8 bambini su 10 in età da scuola preprimaria nei paesi ad alto reddito erano iscritti a programmi per l’istruzione prescolare. Nei paesi a basso reddito erano solo 2 su 10. Allo stato attuale, entro il 2030, i tassi di iscrizione all’istruzione prescolare nei paesi a basso reddito saranno in media solo del 32%, rispetto all’86% nei paesi ad alto reddito. Il rapporto rivela che i bambini iscritti almeno ad un anno di scuola preprimaria hanno maggiori probabilità di sviluppare le competenze di cui hanno bisogno per proseguire il loro percorso di studi, minori probabilità di ripetere gli anni scolastici o abbandonare la scuola e riescono maggiormente a contribuire a società ed economie prospere e pacifiche una volta adulti. Il rapporto mostra che il benessere familiare, il livello di istruzione delle madri e la localizzazione geografica sono trai fattori chiave determinanti per seguire l’istruzione prescolare. La povertà è da sola il più grande fattore determinante.

Questi altri dati importanti:

– Ruolo della povertà: In circa 64 paesi, i bambini più poveri hanno probabilità oltre 7 volte minore rispetto ai bambini delle famiglie più ricche di frequentare programmi di istruzione prescolare. In alcuni paesi, la divisione ricchi-poveri è molto più visibile. Per esempio, i bambini delle famiglie più ricche nella Repubblica della Macedonia del Nord hanno 50 volte più probabilità di ricevere un’istruzione prescolare rispetto a quelli delle famiglie più povere. In 60 paesi con dati disponibili, i bambini che vivono in aree urbane hanno circa 2,5 volte più probabilità di frequentare programmi di istruzione prescolare rispetto ai bambini che vivono in aree rurali.

– Impatto dei conflitti: 82 milioni di bambini – o 1 su 4 a livello globale – in età prescolare vivono in 33paesi colpiti da conflitti o disastri. Di questi, oltre 2/3 non sono iscritti a programmi di istruzione prescolare, un dato molto più basso rispetto a quello globale (50%). Questi sono i bambini per i quali l’istruzione prescolare ha i maggiori benefici. L’istruzione prescolare aiuta i bambini piccoli colpiti da crisi a superare i traumi che hanno subito dando loro una struttura, un luogo sicuro per imparare e giocare e un modo per esprimere le loro emozioni.

– Ciclo di rendimento scolastico: Nei paesi con dati disponibili, i bambini nati da madri che hanno completato il ciclo di studi secondario e oltre, hanno probabilità circa 5 volte maggiori di frequentare programmi di istruzione per la prima infanzia rispetto a coloro le cui madri hanno completato solo il ciclo di istruzione primaria o non hanno ricevuto un’istruzione formale.

Nel 2017, in media a livello globale, il 6,6% dei bilanci per l’istruzione nazionali era dedicato all’istruzione prescolare; circa il 40% dei paesi con dati aveva assegnato meno del 2% delle risorse per l’istruzione a questo settore. I paesi a basso reddito avevano investito, in media, meno del 2% del loro bilancio per l’istruzione in istruzione prescolare, mentre i paesi a reddito alto e medio alto avevano destinato rispettivamente l’8,7% e il 7,7%.In Africa Centrale e Occidentale, il 2,5% era destinato all’istruzione prescolare, con il 70% dei bambini nella regione che non ricevevano istruzione prescolare. In Europa e Asia Centrale, i governi dedicavano la percentuale maggiore – oltre l’11% delle loro risorse di bilancio per l’istruzione – all’istruzione prescolare. Meno di un quarto di tutti i paesi, la maggior parte a reddito alto o medio alto, hanno raggiunto tassi di iscrizione all’istruzione prescolare pari al 100%. Nel 17% di tutti paesi con dati disponibili, meno del 25% dei bambini idonei partecipano a programmi di istruzione prescolare. Questa mancanza globale di investimenti sull’istruzione prescolare ha impatti negativi sulla qualità dei servizi, compresa la mancanza significativa di personale scolastico formato per l’istruzione prescolare. A livello globale, nei paesi a reddito basso e medio basso, insieme, vive oltre il 60% dei bambini in età da scuola prescolare e appena il 32% degli insegnanti per la scuola prescolare. Infatti, solo 422.000 insegnati di scuola preprimaria attualmente insegnano nei paesi a basso reddito. Con l’espansione della popolazione, ipotizzando un rapporto ideale allievo-insegnante di 20 a 1, il mondo avrà bisogno di 9,3 milioni di nuovi insegnanti per la scuola preprimaria per raggiungere l’obiettivo dell’istruzione prescolare universale entro il 2030.Il rapporto studenti-insegnanti è significativamente più basso tra i paesi ad alto reddito (14 a 1), reddito medio alto (17 a 1) e paesi a reddito medio basso (20 a 1) – rispetto ai paesi a basso reddito con una media di 34 studenti per 1 insegnante nel 2017.Nei paesi a basso reddito, al 2017, solo il 50% degli insegnati di scuola prescolare erano stati formati, rispetto al 74% degli insegnati di scuola primaria.

“Se i governi di oggi vogliono una forza lavoro competitiva nelle economie di domani, – evidenzia Fore – devono partire dall’istruzione prescolare. Se vogliamo dare ai nostri bambini la migliore possibilità di vita per avere successo in un’economia globalizzata, i leader devono dare priorità e risorse apposite all’istruzione prescolare”.

L’UNICEF chiede ai Governi di rendere universale almeno 1 anno di istruzione prescolare di qualità e renderla parte del percorso scolastico di tutti i bambini, soprattutto dei più vulnerabili ed esclusi. Per tradurre tutto questo in realtà, l’UNICEF chiede ai governi di impegnare almeno il 10% delle loro risorse nazionali per l’istruzione per ampliare l’istruzione prescolare e investire in insegnati, standard qualitativi ed espansione equa.

 

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giovannipalumbo <![CDATA[L’Onu: “Educare i giovani per battere l’antisemitismo”]]> http://www.formazionedocenti.it/?p=52959 2020-09-22T08:25:19Z 2020-09-22T08:25:19Z Da Corriere.it – 22/09/2020 – Un rapporto su come combattere l’antisemitismo è stato presentato all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite da Ahmed Shaheed esperto dell’Onu per la libertà religiosa.

“L’antisemitismo costituisce un pericolo per la democrazia e una minaccia per la società: e poiché in molti Stati nel mondo non esistono meccanismi per il monitoraggio dei crimini d’odio è urgente investire nell’istruzione e nella formazione dei giovani perché crescano e diventino cittadini dotati di pensiero critico, empatia e conoscenza dei diritti umani per resistere alle ideologie estremiste, compresa la propaganda antisemita” ha spiegato Shaheed.

In rete crescono l’odio razziale e nel mondo reale aumentano gli attacchi contro le sinagoghe e la profanazione dei cimiteri ebraici. Espressioni antisemite vengono utilizzate sempre più frequentemente da sovranisti, neonazisti e membri di gruppi islamisti radicali, con slogan, immagini, stereotipi e teorie cospirative che vogliono incitare e giustificare l’ostilità, la discriminazione e la violenza contro gli ebrei.

“Non si sono esempi più lampanti dell’olocausto per mostrare come l’odio religioso e razziale può condurre ad un genocidio e alla distruzione di intere società”, sostiene l’esperto Onu.

È urgente dunque “investire nell’istruzione e nella formazione a tutti i livelli per identificare varie manifestazioni di antisemitismo e altre forme di odio”.

Gli Stati hanno, inoltre, «il dovere di adottare tutte le misure appropriate e di vietare legalmente l’incitamento alla discriminazione, all’ostilità o alla violenza basata sulla

religione o sulla fede, anche contro gli ebrei», ha aggiunto il rappresentante Onu.

“Gli attori della società civile possono poi svolgere un ruolo vitale nella lotta contro l’antisemitismo istituendo reti interreligiose per promuovere la coesione sociale”, ha affermato l’esperto.

“Rifiutiamo collettivamente l’antisemitismo e altre forme di odio e creiamo insieme società inclusive che difendano i diritti umani e la sicurezza per tutti”,

http://lepersoneeladignita.corriere.it/2019/10/19/lonu-educare-i-giovani-per-battere-lantisemitismo/

 

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giovannipalumbo <![CDATA[Il MIUR ha riconosciuto l’inserimento nei BES degli studenti plusdotati]]> http://www.formazionedocenti.it/?p=52958 2020-09-22T08:25:13Z 2020-09-22T08:25:13Z Da EducationTrainingNetwork.com – 22/09/2020 – L’alto potenziale cognitivo e/o plusdotazione è una complessa costellazione di caratteristiche genetiche, psicologiche e comportamentali che caratterizza il 5% degli individui e che si esprime principalmente attraverso una capacità cognitiva eccezionalmente superiore alla media, alla quale anche il Consiglio di Europa ha dato riconoscimento ufficiale già nel 1994 attraverso la raccomandazione n° 1248.

Molti Paesi Europei nel corso degli anni hanno fatto propria tale raccomandazione ed hanno iniziato ad introdurre, sperimentare e adottare politiche educative mirate a promuovere compiutamente, attraverso attività didattiche personalizzate, lo sviluppo personale e la crescita intellettiva degli studenti plusdotati.

In linea con questa direzione anche in Italia, il Ministero dell’Istruzione e della Ricerca (MIUR), accogliendo le numerose segnalazioni pervenute nel corso degli anni dalle scuole, dalle comunità scientifiche e accademiche di riferimento e dalle varie associazioni di genitori, è intervenuto il 15 novembre 2018 con l’Istituzione di un Comitato Tecnico Nazionale per la tutela del diritto allo studio di alunni ad alto potenziale intellettivo e il 3 aprile 2019 con la Nota n°562.

E’ questo un momento importante per gli studenti plusdotati Italiani, poiché il MIUR attraverso la nota n° 562 finalmente “sdogana” il loro inserimento nei Bisogni Educativi Speciali (BES). Secondo le recenti indicazioni, infatti, gli studenti plusdotati così come gli studenti con disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) necessitano di tutela. Tutela che si deve esplicitare attraverso l’adozione di metodologie didattiche specifiche in un’ottica inclusiva, la valorizzazione degli stili di apprendimento, l’adozione di un piano didattico personalizzato (PDP), che non deve essere inteso come un mero adempimento burocratico, ma deve basarsi sul principio della “cura educativa”.

Fondamentale dunque, ai fini della predisposizione di un adeguato PDP, è il ruolo degli insegnanti, che sono chiamati ancora una volta a gestire la complessità che caratterizza le classi del nostro tempo. Anche in tema di plusdotazione quindi è importante che gli insegnanti acquisiscano e sviluppino conoscenze e competenze specifiche. E’ un’impresa ardua e al contempo nobile, che gli insegnanti italiani considerati tra i miglior al mondo per cultura e professionalità, sapranno certamente affrontare attraverso una mirata formazione, perché “l’insegnante ben preparato appare chiave di volta di tutte le innovazioni educativo-didattiche, quindi fattore determinante per la qualità della scuola. Ogni importante innovazione educativa, infatti, richiede sì una spinta esterna, ma l’attuazione, sia pur lenta, esige l’intelligenza, la preparazione e l’attiva volontà dei docenti” (Chang, 1997, 612).

 

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giovannipalumbo <![CDATA[Formazione docenti: Solo in orario servizio, obbligatoria ma nessun monte ore. DS può sanzionare solo se deliberata dal collegio]]> http://www.formazionedocenti.it/?p=52955 2020-09-21T09:47:11Z 2020-09-21T09:47:11Z Da ProfessionistiScuola.it – 21/09/2020 – La formazione dei docenti è uno degli argomenti su cui più spesso nascono conflitti tra insegnanti e dirigenti scolastici circa l’obbligatorietà dell’aggiornamento del personale scolastico. La Legge 107/2015 del 13 luglio 2015 ha valorizzato la formazione dei docenti, definendola obbligatoria, permanente e strutturale (comma 124 dell’art.1 della L 107/2015). Ogni scuola a tal fine deve dotarsi di un Piano di aggiornamento e formazione che definisce le attività di formazione dei docenti e del personale della scuola in coerenza con il piano triennale dell’offerta formativa e con i risultati dei Piani di miglioramento, sulla base delle priorità nazionali indicate nel Piano Nazionale per la formazione dei docenti, che viene emanato ogni 3 anni dal MIUR. L’art.282 T.U. sancisce che l’aggiornamento è un diritto-dovere del personale ispettivo, direttivo e docente. È chiaro che al di là dei riferimenti normativi, ogni docente che ami il proprio lavoro e che intenda essere una fonte per i propri allievi, dovrebbe considerare l’aggiornamento o la formazione come un’opportunità per migliorare e potenziare le proprie competenze e professionalità.

Di seguito chiariamo le tematiche su cui più spesso si interrogano i docenti in materia di formazione del personale:

MONTE ORE OBBLIGATORIO: Non esiste un numero di ore obbligatorie a cui si deve far rifermento, lo ha ribadito il Miur nella nota n. 25134 del 01/06/2017, dove appunto si evince che l’obbligatorietà non consiste nelle ore da svolgere ma nel rispetto del contenuto del Piano.

FUNZIONE DEL COLLEGIO DOCENTI: È al Collegio dei Docenti che spetta il compito di approvare un piano di formazione nel rispetto del POF e tenendo conto delle esigenze formative dei docenti in modo da poter pianificare gli aspetti organizzativi e gestazionali delle attività di formazione dei docenti.

OBBLIGO DELLA FORMAZIONE: La formazione, per come scritto il comma 124 della legge 107, non ha vincoli di ore annuali e deve essere svolta durante il servizio dei docenti. Pertanto, l’obbligatorietà della formazione è strettamente legata al servizio orario dei docenti e non deve rappresentare un aggravio di orario, oltre quello previsto al contratto. Il dirigente scolastico può può sanzionare il docente che non partecipa alla formazione solo ed esclusivamente se questa è stata deliberata dal Collegio, in quanto si tratterebbe di inadempimento agli obblighi di servizio.

Libera scelta dei corsi da seguire: Ogni docente è libero di scegliere il corso di formazione da seguire sia nell’ambito di iniziative già previste e organizzate dall’istituto scolastico sia presso Enti accreditati dal MIUR a condizione che tale formazione sia coerente con gli indirizzi e gli obiettivi prefissati dal piano approvato. Il docente può anche decidere di aggiornarsi autonomamente mediante autocertificazione delle ore impiegate per lo studio di libri, materiale on line, articoli di quotidiani, fonti normative, riviste specializzate, potendo richiedere tuttavia tale riconoscimento informale ai fini del piano di aggiornamento e formazione approvato dall’istituto secondo criteri individuati e indicati nel piano stesso.

PERMESSI: Tutti i docenti possono fruire del permesso di 5 giorni nel corso dell’anno scolastico per la partecipazione a iniziative di formazione con l’esonero dal servizio e con sostituzione ai sensi della normativa sulle supplenze brevi vigente nei diversi gradi scolastici. Con le medesime modalità, e nel medesimo limite di 5 giorni, hanno diritto a partecipare ad attività musicali ed artistiche, a titolo di formazione, gli insegnanti di strumento musicale e di materie artistiche (comma 5, art 64 del CCNL 2006 /2009). Per usufruire di questo permesso non è obbligo seguire solo quelli organizzati dell’Amministrazione, l’importante è fornire gli estremi del corso/convegno a cui intende partecipare.

CCNL 2016/18: Il nuovo Contratto non ha apportato nessuna novità in merito alle ore da svolgere e all’obbligatorietà della formazione dei docenti.

 

https://www.professionistiscuola.it/tfa-e-pas/3394-formazione-docenti-solo-in-orario-servizio-obbligatoria-ma-nessun-monte-ore-ds-puo-sanzionare-solo-se-deliberata-dal-collegio.html

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giovannipalumbo <![CDATA[Vaccini, Miur: “Presidi non responsabili per le autocertificazioni false”]]> http://www.formazionedocenti.it/?p=52954 2020-09-21T09:47:01Z 2020-09-21T09:44:22Z Da Quotidiano.net – 21/09/2020 – Il Miur ha assicurato che i dirigenti scolastici non avranno responsabilità, in caso di autocertificazioni sui vaccini degli alunni, non veritieri. “Eventuali responsabilità connesse ad autocertificazioni non veritiere ricadono esclusivamente sugli autori delle stesse e non sulla dirigenza scolastica”. Oggi, alla presenza del ministro Marco Bussetti, il Miur ha tenuto un incontro con le Organizzazioni Sindacali rappresentative della dirigenza scolastica.

Il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha affrontato con i sindacati rappresentativi della dirigenza scolastica il tema degli obblighi vaccinali, con specifico ed esclusivo riferimento agli adempimenti a carico dell’Amministrazione scolastica.

In una nota si legge: “Il Miur ha chiarito che eventuali responsabilità connesse ad autocertificazioni non veritiere ricadono esclusivamente sugli autori delle stesse e non sulla dirigenza scolastica”. Il ministro Bussetti ha garantito e auspicato un confronto costruttivo e costante con i sindacati. Ha rappresentato il primo di una serie di confronti tecnici che ci saranno a partire dalla prossima settimana per discutere del regolare avvio dell’anno scolastico e di temi più generali e specifici della scuola”.

Il presidente dell’associazione nazionale dirigenti pubblici e alte professionalità della scuola (ANP), Antonello Giannelli, ha espresso “piena soddisfazione per la presa di posizione del ministro Bussetti”. “Ribadiamo la posizione da noi già espressa nei giorni scorsi relativamente all’obbligo di vaccinazione ed al rischio di ammettere nelle scuole i bambini non vaccinati. Naturalmente, finché resta in vigore l’attuale legge sugli obblighi vaccinali, per garantire la tutela della salute di tutti i bambini ed in particolare di quelli immunodepressi, dovranno essere effettuati i controlli previsti dall’art 71 del DPR 445/2000. Ritengo che si debbano accettare le autocertificazioni solo ed esclusivamente laddove le ASL non siano in grado di rilasciare le certificazioni, circostanza che i genitori dovranno dichiarare sotto la propria responsabilità”. E conclude: “Sono soddisfatto del tono disteso dell’incontro e della volontà del ministro di pianificare una serie di successivi incontri tecnici, per garantire un buon avvio dell’anno scolastico”.

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