Da ProfessioneInsegnante.it – 16/06/2013 – La crisi colpisce trasversalmente l’Europa ma non le sue università. Molti Paesi scelgono di investire sulla formazione terziaria e sulla ricerca come principale garanzia per il rilancio dello sviluppo. Altri no.
Non si tratta solo del dato della Germania, la cui bilancia commerciale è in attivo, ma di quello di gran parte dei Paesi europei. Persino in Gran Bretagna, dove si pensa a un’università prevalentemente privata, l’investimento pubblico è maggiore di quello italiano.
I dati sono forniti dall’Osservatorio della European University Association (EU A) presentati oggi da Stefano Paleari – Segretario Generale della Crui, membro del board dell’Associazione Europea e referente per la parte relativa al Public Funding – all’incontro ‘Sapientia colloquia: criticità ed emergenze nel sistema universitario’, tenutosi all’Università La Sapienza di Roma.
L’osservatorio dell’EUA è su questo esplicito, ha aggiunto Paleari. “Gli svedesi investono 731 euro per cittadino per l’Università. I tedeschi 304. Addirittura gli spagnoli 157. Noi siamo ad appena 109, con un calo netto del 14% negli ultimi 4 anni. Questi sono dati oggettivi, non opinioni. E con questi numeri sarà presto impossibile per le Università garantire il supporto essenziale per il rilancio dell’economia e dello sviluppo. Ovvero ciò che sia il Ministro che Bankitalia si augurano per l’uscita dalla crisi”.