Da LaNazione.it – 24/10/2013 – Ci sono 40 nazionalità diverse nella scuola elementare Benci di Livorno.  E’ in queste aule affacciate sui fossi che si incontrano bambini provenienti da tutto il mondo, un valore inestimabile che la preside Gianna Valente ha saputo cogliere e trasformare in ricchezza. Incontriamo la preside in consiglio comunale — è eletta nelle file del Pd — e assiste sempre con attenzione ai lavori del consiglio ma quando parla della “sua” scuola, gli occhi s’illuminano. E’ un’insegnante speciale e non potrebbe essere diversamente visto che la professoressa Gianna festeggia il suo compleanno per Natale! Liceo classico, abilitazione magistrale laurea in Lettere ed è nei ruoli direttivi dal 1991, questo il suo curriculum. “Sono stata in giro per l’Italia per motivi di famiglia — racconta — e nessuno scommetteva su di me perchè restavo poco nelle scuole e non riuscivo a mettere radici”. Fino a quando “fino a quando sono arrivata a Livorno…”. E qui è scoppiato il grande amore per queste scuole elementari che sono proprio nel cuore della città “sono preside della Benci da 18 anni e beh, sì, devo proprio dire che le sento anche un po’ mie”. C’è tutto l’orgoglio di un’insegnante che è riuscita a trasformare quello che poteva essere un punto di debolezza in una grande ricchezza. Un miracolo che parla 40 lingue e che, oltre al programma ministeriale, si arricchisce di progetti per la multicultura. “Quest’anno abbiamo 370 bambini stranieri — dice la preside — una complessità, una ricchezza che può disorientare. Si va dal grande agio al profondo disagio ma è proprio questo il valore aggiunto di questa scuola”. Alle Benci il bambino di colore non è tenuto a distanza, ma è padrone di casa, è la normalità. “Le Benci rappresentano tutto l’arco della società contemporanea — aggiunge infatti la preside — perché ci sono situazioni di grande povertà ma anche di ricchezza. E’ qui che si coniugano le tradizioni più antiche con le più avanzate prospettive”.
Alle Benci i gessetti vanno di pari passo con le lavagne interattive multimediali. Non si resta indietro alle Benci, si studia tutti insieme con questi bambini “molti dei quali sono di fatto italiani — dice la Valente — anche se nati da genitori stranieri”. Ed è facendo parlare queste culture diverse che si illuminano tutti i colori della scuola “capisco che questo scenario possa anche far paura — dice la preside — e non nego che alcun insegnanti abbiano gettato la spugna. E’ legittimo. Quelli però che sono rimasti in classe hanno una marcia in più. Il personale delle Benci ha grande esperienza e soprattutto svolge il  lavoro con profonda dedizione e spirito di servizio, doti rare al mondo d’oggi, anche nelle scuole”. E’ la fierezza di chi sa di aver abbattuto tutti gli ostacoli delle disuguaglianza e della diffidenza, almeno dentro le mura scolastiche. La sfida che la preside sta cercando di vincere ora è quella di arrivare anche a coloro che stanno dietro ai bambini delle Benci, ovvero le famiglie. “C’è un po’ di timore — racconta — dovuto alla mancata conoscenza di certi meccanismi. Stiamo piano piano riuscendo a portare qualche genitore in classe dove ci raccontano le loro storie e soprattutto quelle dei Paesi dai quali provengono”. Ecco la vera cultura, quella della vita.