Da LaStampa.it – 25/06/2013 – Lo studio di Bertelsmann Stiftung: In nessun altro Paese dell’Ocse le chance di successo dei ragazzi a scuola dipendono così tanto dalla loro estrazione sociale quanto in Germania. Sono passati circa dieci anni da questa conclusione, contenuta nello studio PISA per la valutazione internazionale dell’allievo.
Da allora la situazione non sembra cambiata di molto, se è vero che proprio oggi in un nuovo studio la Fondazione Bertelsmann giunge allo stesso risultato: nel sistema scolastico tedesco le origini sociali influenzano in maniera decisiva le chance di successo dei ragazzi a partire sin dalle elementari. Tradotto: in media alle elementari i bambini che provengono da strati sociali inferiori restano indietro di un anno nelle loro competenze di lettura rispetto ai coetanei che arrivano da ceti sociali elevati, esattamente come dieci anni fa.
In Länder come la Baviera o Amburgo tale divario supera addirittura un anno. «Nel complesso sulla parità delle chance si va avanti a passo di lumaca», ha commentato Jörg Dräger, membro della presidenza della Fondazione Bertelsmann. Ciò, ha chiarito Dräger, dipende tra l’altro dal fatto che lo sviluppo della scuola a tempo pieno procede a stento e che, nonostante gli sforzi a favore di una maggiore inclusione, non è diminuito in modo sensibile il peso delle Förderschulen, le scuole differenziali di sostegno agli alunni con difficoltà scolastiche e di apprendimento. È vero sì che tra i ragazzi che hanno bisogno del sostegno uno su quattro frequenta una scuola regolare, tuttavia dal 2009/2010 la quota di quelli iscritti a un istituto differenziale è scesa appena dal 5 al 4,8%.
Il sistema scolastico tedesco, che presenta forti differenze tra le varie regioni (la scuola rientra tra le competenze dei 16 Länder), resta insomma iniquo, in quanto riserva poche chance di ascesa a chi proviene da un ceto inferiore. Un dato evidenziato già da altre ricerche, che avevano dimostrato come il livello sociale e d’istruzione dei genitori influenzasse in modo determinante il tipo di scuola frequentato dai figli: così, ad esempio, secondo un’indagine del 2010 del Max-Planck-Institut per la ricerca educativa le chance dei ragazzi provenienti da un ceto elevato di andare al liceo sono il triplo di quelle dei loro coetanei da famiglie operaie. Non solo, ma in Germania il sistema scolastico sembra permeabile in un solo senso: verso il basso.
I ragazzi che si trasferiscono da una scuola di livello inferiore a una di livello più alto – ad esempio da una Hauptschule, cioè un istituto più a indirizzo professionale, ad un liceo – restano molti di meno di quelli che fanno il percorso inverso. Per ogni alunno che “sale” ce ne sono 4,2 che “scendono” di livello. Un trend positivo si registra invece su un altro fronte: dal 2009 la percentuale dei ragazzi che abbandonano la scuola è scesa dal 6,9 al 6,2%, mentre la quota di coloro che ottengono un titolo che dà diritto ad accedere all’università è salito al livello record del 51,1%. In ogni caso si registrano forti differenze da Land a Land. Intanto nel giro di due anni la percentuale di coloro che ripetono una classe nella scuola secondaria è scesa dal 2,9% del 2010 al 2,7%.
Intanto l’Ufficio tedesco di statistica (Destatis) ha comunicato che nel 2011 la Germania ha investito 245,1 miliardi di euro in istruzione e formazione, ricerca e scienza, cioè il 4,5% in più rispetto al 2010.
Ciò significa che, in relazione al Pil, la Repubblica federale destinava nel 2011 il 9,5% a istruzione e formazione, ricerca e scienza, contro il 9,4% dell’anno prima.