Da TuttoScuola.com – 09/08/2017 – Quest’anno nella scuola primaria hanno chiesto il trasferimento in altra provincia circa 3 mila maestri (2.902 per la precisione), più o meno equamente distribuiti tra nord, centro e sud.

Un maestro su 5 si è avvalso della precedenza per assistenza a familiari con disabilità. Tra questi, il 90% ha richiesto il trasferimento al Sud. In particolare, il 75% in sole tre regioni: Campania, Calabria e Sicilia.

C’è quindi un grande squilibrio sul territorio tra coloro che hanno fatto ricorso alla legge 104 nell’ambito della mobilità. Uno su 100 al nord, più di uno su 2 nel Meridione. In Sicilia oltre 7 su 10 (10 su 10 ad Agrigento). In Calabria solo un quinto dei posti disponibili per trasferimenti va a chi non si avvale della legge 104.

Tutto ciò a scapito di docenti settentrionali? No. Di altri docenti meridionali che, pur avendo maggior punteggio, non hanno familiari da assistere.

I dati parlano chiaro. Allo stesso tempo, intendiamoci: è un’ingiustizia l’utilizzo della precedenza per l’assistenza a familiari disabili? Assolutamente no. Il riconoscimento previsto dalla legge 104 è un segno di civiltà e di progresso, la tutela di un diritto sacrosanto, che sostiene chi affronta disagi e si fa carico di condizioni di disabilità. Ciò che colpisce l’attenzione – e che merita di essere approfondito – è la diversa (marcatamente diversa) distribuzione sul territorio del fenomeno.

Spiccano in particolare, tra i trasferimenti interprovinciali, la situazione di Agrigento (su 10 posti disponibili per trasferimenti, tutti e 10 sono andati a maestri che si sono avvalsi della 104, in particolare 3 maestri e 7 maestre), Cosenza (33 su 34), Vibo Valentia (14 su 16), Palermo (53 su 65), Trapani (10 su 12), Ragusa (10 su 13), Messina (17 su 23), Reggio Calabria (24 su 37). E così via.

La domanda da porsi è: siamo sicuri che tutti coloro che si sono avvalsi della precedenza per la 104 avessero titolo? Sarebbe compito di un’efficiente amministrazione (in particolare il Ministero della Sanità sovraintende il processo di riconoscimento del diritto) accertarlo  – al nord, al centro, al sud – e, nel caso, restituire il diritto al trasferimento a chi ha anzianità di servizio e punteggio da far valere. Anche se – come documenta Gian Antonio Stella sul Corriere della sera – chi è stato smascherato è rimasto impunito al proprio posto. Lo ha ammesso lo stesso magistrato che ha coordinato l’inchiesta dello scorso anno della procura di Agrigento, Ignazio Fonzo: “Se non cambiano le regole, noi giudici possiamo fare solo ciò che dice la legge”.

Occorre distinguere gli aventi diritto dai furbetti. A tutela prima di tutto di chi si trova da anni lontano da casa, magari con situazioni familiari difficili, e pur avendo il punteggio per ottenere il trasferimento, viene regolarmente scavalcato da chi si avvale della precedenza prevista dalla legge 104: situazione accettabile se la disabilità che ha fatto scattare la precedenza è veritiera, inaccettabile se ci fossero delle truffe.