Da TuttoScuola.com – 30/11/2016 – Ormai tutti – o quasi – avremmo quantomeno sentito parlare della metodologia CLIL, una delle innovazioni della Riforma della scuola secondaria di secondo grado entrata a far parte degli ordinamenti scolastici (DPR 88/89 del 2010) anche grazie alla Legge della “Buona Scuola”.  Si tratta di una delle priorità del nuovo Piano Nazionale per la Formazione dei Docenti per il triennio 2016-19, considerata “il nuovo contesto plurilingue in cui la scuola oggi si trova ad operare, costituito dal confronto con altre lingue e culture nonché da scambi e relazioni con altri paesi europei ed extraeuropei, è necessario ampliare la prospettiva e sviluppare la competenza plurilingue e interculturale di tutto il personale della scuola”. E noi non potevamo far altro che dedicare a questa metodologia una rubrica su Tuttoscuola.com.

CLIL e tecnologie – Ma andiamo con ordine. Nelle più recenti Raccomandazioni europee, la metodologia CLIL è associata spesso all’uso delle “learning technologies”, quelle tecnologie multimediali e multimodali che possono rappresentare un valore aggiunto per lo sviluppo di competenze linguistiche, disciplinari, metodologiche, trasversali. Il connubio tra CLIL e tecnologie, ampiamente supportato dalla recente ricerca scientifica nazionale e internazionale, emerge chiaramente anche nel Piano Nazionale per la Formazione dei Docenti, tant’è che tra le linee strategiche vengono menzionati “percorsi formativi basati sulla pratica di abilità audio-orali e lo scambio culturale, anche attivando contatti con classi a distanza con scuole, docenti e classi di altri Paesi”; “percorsi che combinino diverse modalità formative (es. lingua e cultura, tecniche innovative, misurazione e valutazione delle competenze linguistiche, corsi in presenza, online, stage all’estero, ecc.)”. Senza contare che tra i contenuti chiave si fa riferimento alle “competenze digitali e nuovi ambienti per l’apprendimento”. E’ evidente come anche gli orientamenti dei policy makers muovano verso una valorizzazione e un potenziamento della metodologia CLIL sfruttando i benefici che le tecnologie e gli ambienti di apprendimento innovativi possono offrire.