Da TuttoScuola.com – 16/07/2013 – Si è svolta oggi a Roma, davanti al Miur, la manifestazione del Coordinamento nazionale dei neoabilitati tramite Tfa (tirocinio formativo attivo) ordinario.
Ne riferisce dettagliatamente l’agenzia Dire, alla quale il presidente del comitato ‘Tfa ordinario in Italia’, Gregorio Capuana, ha detto che i ‘tieffini’ “sono giunti nella Capitale per rivendicare i loro diritti. Figli di nessuno, hanno voglia di farsi sentire e di avere risposte concrete di fronte a un percorso che anzichè premiare il merito è divenuto un burrone senza fondo a causa dell’invenzione dei tfa speciali, che non hanno meriti, ma anni di servizio”.
Una delegazione è stata ricevuta dal ministro Carrozza e dal neo capodipartimento dell’istruzione Chiappetta. Durante l’incontro   ‘tieffini’ hanno avanzato tre richieste, come riferito dal loro portavoce Edoardo Ricci. La prima: “equiparare il titolo di abilitazione conseguito con il tfa a quello conseguito con (l’ex) ssis, a cui deve seguire l’inserimento nella terza fascia del gae (graduatoria a esaurimento)”; la seconda: “valorizzazione del merito”, dando precedenza ai tieffini ordinari rispetto a quelli che si abiliteranno coi Tfa speciali, cui accederanno per anzianità e non per merito; la terza: “che venga indetto immediatamente un nuovo bando di secondo ciclo riservato ai soli tfa ordinari, che riteniamo debba essere il canale principale di formazione del corpo docente della scuola italiana”.
“Il ministro Carrozza – ha raccontato Ricci dopo l’incontro – si è impegnata affinchè venga garantito e valorizzato il merito”, ma “non abbiamo capito attraverso l’adozione di quali misure”, forse perchè “il problema risiede nel fatto che la questione non interessa solo il Miur, ma anche le commissioni parlamentari”.
La seconda e la terza richiesta dei tieffini ordinari ci sembrano fondate. La prima, invece, un po’ ci stupisce perchè sembra contraddire la filosofia meritocratica delle altre due. La richiesta dei tieffini ordinari di entrare nella Gae non è poi così diversa da quella dei tieffini speciali di non affrontare alcuna prova selettiva di ingresso.