Da TuttoScuola.com – 14/07/2014 – La scorsa settimana sono stati presentati i primi risultati della tornata 2014 dei test Invalsi, quelli ricavati dall’analisi dei dati emersi nelle classi campione (oltre 6.500 con quasi 90.000 alunni), dove erano presenti osservatori (uno per classe) appositamente selezionati dagli Uffici Scolastici Regionali e formati dall’Istituto di valutazione.

Si tratta di risultati attendibili non solo perché ottenuti in classi dove le prove si sono svolte sotto il controllo degli osservatori esterni ma perché ‘depurati’, mediante tecniche ormai collaudate e affinate, da comportamenti anomali (copiature, eventuali aiuti degli insegnanti, risposte polemiche o irridenti), che all’Invalsi chiamano “opportunistici”.

La novità positiva di quest’anno è stata la riduzione della distanza tra studenti del Nord e del Sud nei punteggi conseguiti a livello di scuola primaria (seconde e quinte classi). Distanza che ricompare in terza media e aumenta nel secondo anno delle scuole secondarie superiori, dove a essere penalizzati (e questa è una conferma in negativo) sono gli istituti tecnici e professionali del Sud e delle Isole. Ma anche qui con una piccola riduzione del gap Nord-Sud, dovuta in parte al lieve rallentamento di alcune Regioni del Nord dove i punteggi raggiunti sono sempre brillanti, ma meno che in passato.

Da notare che la riduzione delle distanze nelle performance degli studenti (distanze territoriali, per tipologia di scuola, e anche all’interno delle scuole e delle classi) va considerata positivamente perché è indicativa, come mostrano numerosi studi nazionali e internazionali, di un maggior grado di equità nel funzionamento delle istituzioni scolastiche.