Da TuttoScuola.com – 09/04/2014 – Un istituto scolastico del Lodigiano ha ricevuto dal Tar della Lombardia-sezione Milano l’ordine di annullare, in corso d’anno, i voti bassi di compiti in classe e interrogazioni conseguiti da uno studente di 14 anni con disturbi dell’apprendimento (Dsa, cioè dislessia, discalculia, disgrafia e disortografia). Il motivo? La scuola non ha messo a disposizione del ragazzo, come riferisce un dettagliato comunicato dell’Adnkrosos-Salute,  i supporti previsti dalla legge 170 del 2010 per permettere a chi soffre di questi disturbi di superare le proprie difficoltà e raggiungere gli stessi obiettivi dei compagni. Ed è stata costretta a intervenire sulla pagella del primo quadrimestre, in cui lo studente aveva 3 insufficienze, a fronte di tutte le altre valutazioni positive.

L’ordinanza del Tar è datata 12 marzo ed è “destinata a far giurisprudenza”, spiega Debora Russo, presidente dell’Associazione dislessia discalculia Lodi. “Per la prima volta, infatti, un istituto scolastico e’ stato ‘condannato’ in corso d’anno ad annullare le verifiche sostenute con esito negativo da un ragazzo con Dsa, in quanto effettuate senza rispettare la normativa vigente in materia”.

La novità sta nel fatto che il giudice ha disposto un’azione immediata sulla prima pagella. Mentre “fino ad ora – sottolinea Russo – le famiglie, di fronte alla mancata applicazione delle norme, erano impotenti e dovevano attendere la fine dell’anno scolastico per impugnare l’eventuale bocciatura definitiva dei figli”.

Questo non succederà al giovane studente del Lodigiano. I genitori, racconta l’esperta, “avevano depositato molto tempo prima dell’inizio dell’anno scolastico tutta la documentazione con cui attestavano le difficoltà del ragazzo. La scuola avrebbe dovuto attivarsi subito applicando la legge. Ma in particolare alcuni professori hanno continuato a ignorare le richieste”. Così la famiglia ha ritenuto di rivolgersi al Tar per chiedere tutela immediata.

La decisione del Tar lombardo, conclude Russo, “è un chiaro monito per tutte scuole e professori che continuano a ignorare i bisogni degli studenti con Dsa e le moderne strategie didattiche imposte dalla legge e di fatto rappresenta, per tutte le famiglie che si trovano ad affrontare il problema, un precedente che può aiutare nel rapporto con le scuole affinchè ai loro figli siano garantiti diritti e dignità nel difficile percorso scolastico”.

Non abbiano elementi per entrare nel merito della vicenda: se gli insegnanti hanno omesso di fare quanto previsto dalla legge, l’ordinanza del Tar è giustificata. Andrebbe peraltro accertato se e quanto essi siano stati non solo informati ma anche formati per essere messi in condizione di dare corretta esecuzione alla legge.