Da OrizzonteScuola.it – 03/05/2014 –  La nota MIUR Prot. AOODGPER n. 13650 Roma, 18 DIC. 2013 afferma che il dipendente che completi tutto l’orario settimanale ordinario ha diritto al pagamento della domenica ai sensi dell’art. 2109 comma 1 del Codice Civile. Inoltre, come precisato dall’ARAN, in risposta a specifico quesito, la previsione contrattuale si estende al pagamento del sabato qualora risulti giorno libero del dipendente.

Per orario ordinario deve intendersi 25 ore settimanali nella scuola dell’infanzia, 24 ore nella scuola primaria, 18 ore nella scuola secondaria, 30 ore nelle istituzioni educative, da svolgere in non meno di 5 giorni settimanali.

Pertanto, e ciò vale per TUTTI i docenti supplenti che abbiano un contratto PER ORARIO INTERO fino al termine delle lezioni, la giornata libera (o di chiusura per settimana corta) del sabato e quella della domenica dovranno essere ricompresi nel contratto.

PER GLI SCRUTINI ED ESAMI (indipendentemente dall’orario di servizio settimanale)

Il supplente che arriva con un contratto “fino al termine delle lezioni” (indipendentemente dalla tipologia contrattuale ovvero se ci arriva con delle proroghe/conferme del contratto in essere o direttamente) ha SEMPRE diritto ad un contratto per gli scrutini ed eventuali esami.

L’art. 37 del CCNL/2007 (“Rientro in servizio dei docenti dopo il 30 aprile”) prevede che, qualora ricorrano le condizioni (e cioè rientro del titolare dopo il 30 aprile a seguito di assenza ininterrotta per 150 gg o 90 nelle classi terminali) il supplente in servizio, per ragioni di continuità didattica, è “mantenuto in servizio per gli scrutini e le valutazioni finali” (per “valutazioni finali” si intendono gli esami).

La norma va applicata sia NEL CASO DI RIENTRO DEL TITOLARE ASSENTE DOPO IL 30 APRILE (il titolare rientra “fisicamente” a disposizione della scuola dopo il 30 aprile), sia NEL CASO DI “MANCATO RIENTRO” (il titolare totalizza il numero di giorni previsto, 150 o 90, continuando però la sua assenza fino al termine delle lezioni, senza rientrare fisicamente a disposizione).

C’è inoltre da precisare che tale articolo non fa alcuna differenza tra ordini di scuola, pertanto la norma va applicata anche ai supplenti della scuola Primaria e dell’Infanzia.

Al supplente che rientra nell’art. 37 dovrà essere predisposto un CONTRATTO DI PROROGA con decorrenza dal giorno successivo a quello del “termine delle lezioni” FINO ALL’ULTIMO GIORNO DI SCRUTINIO (indipendentemente se tra uno scrutinio e l’altro ci siano giorni in cui non vi sono impegni) o FINO AL TERMINE DELLE OPERAZIONI DI ESAMI CUI HA TITOLO A PARTECIPARE IL SUPPLENTE (esami se diversi da quelli di maturità).

IL CONTRATTO, QUINDI, NON DOVRÀ AVERE INTERRUZIONI O GIORNATE NON RETRIBUITE TRA IL TERMINE DELLE LEZIONI E L’INIZIO DI SCRUTINI E/O ESAMI.

Al supplente che arriva al termine delle lezioni ma non rientra nell’art. 37 (titolare con un’assenza inferiore a 150 giorni o 90 se classi terminali) dovrà essere predisposto uno specifico contratto per i giorni strettamente necessari per gli scrutini ed esami. In questo caso non dovrà quindi essere predisposta una proroga contrattuale.