Da TuttoScuola.com – 24/11/2016 – Ha sorpreso la conclusione con un nulla di fatto del dibattito in CSPI sul parere richiesto dal Miur sul decreto per la sperimentazione dei quadrienni.

Per non è stato espresso il richiesto parere? Quale motivo ha portato a far mancare il numero legale, determinando il mancato voto sul parere?

Anp ne ha dato questa spiegazione.

“Seduta difficile quella odierna al CSPI per esprimere il parere richiesto dal Ministero  sul decreto “Piano nazionale di innovazione ordinamentale per la sperimentazione di percorsi quadriennali di istruzione secondaria di secondo grado”.

Si è discusso un documento predisposto dall’Ufficio di presidenza del Consiglio Superiore che conteneva proposte di modifica, anche rilevanti, dell’articolato del decreto.

Contro la proposta dell’Ufficio di presidenza si è levata l’opposizione dei componenti delle commissioni, per lo più di area CGIL, che hanno chiesto di rivedere e modificare il testo perché, a loro parere, avrebbe dovuto esprimere una radicale e generale opposizione al decreto.

C’è una componente del CSPI che, anziché esprimere pareri o proposte intorno a quanto sottoposto all’attenzione del Consiglio, si attribuisce compiti che sono propri dell’amministrazione, quando non del legislatore, impostando ogni questione in termini generali e ideologici.

Nel caso specifico, la volontà era quella di esprimere parere negativo tout court al decreto, chiedendone censura e rinvio, negando le ragioni ed il significato del percorso sperimentale, espressione di quanto previsto e stabilito dal DPR 275/99 all’art.11: “Il Ministro della pubblica istruzione, anche su proposta del Consiglio nazionale della pubblica istruzione, del Servizio nazionale per la qualità dell’istruzione, di una o più istituzioni scolastiche, di uno o più Istituti regionali di ricerca, sperimentazione e aggiornamento educativi, di una o più Regioni o enti locali, promuove, eventualmente sostenendoli con appositi finanziamenti disponibili negli ordinari stanziamenti di bilancio, progetti in ambito nazionale, regionale e locale, volti a esplorare possibili innovazioni riguardanti gli ordinamenti degli studi, la loro articolazione e durata, l’integrazione fra sistemi formativi, i processi di continuità e orientamento. Riconosce altresì progetti di iniziative innovative delle singole istituzioni scolastiche riguardanti gli ordinamenti degli studi quali disciplinati ai sensi dell’articolo 8. Sui progetti esprime il proprio parere il Consiglio nazionale della pubblica istruzione.”

Dunque la sperimentazione e l’autonomia assegnate alle Istituzioni scolastiche per esplorare percorsi innovativi sono da considerare derive pericolose?

Considerare oggi la scuola pubblica non perfettibile ed intangibile nella sua sacralità è una posizione che suscita perplessità, quando non addirittura reazioni giustamente scandalizzate.

I consiglieri presenti oggi erano in numero appena sufficiente (20 su 36) per rendere valida la seduta pertanto, considerata la situazione, il consigliere ANP presente insieme ad altri favorevoli all’approvazione delle proposte contenute nel documento della Presidenza ha ritenuto opportuno abbandonare la seduta impedendo, in mancanza del numero legale, di vedere espresso il parere negativo sostenuto da una minoranza che si trovava, oggi, ad essere una maggioranza risicata.

Il decreto per la sperimentazione dei percorsi quadriennali di istruzione secondaria di secondo grado non avrà, per questa ragione, il parere del CSPI.”