Da Corriere.it – 06/04/2015 – Pasticci, polemiche e adesso la scure dei giudici. Il Consiglio di Stato si è pronunciato sul maxi-ricorso per le irregolarità del concorso delle scuole di specializzazione mediche, promosso dalla Fp-Cgil Medici e presentato dagli avvocati Michele Bonetti Santi Delia: «Trecento medici ricorrenti – hanno detto i giudici – andranno ammessi in sovrannumero e potranno specializzarsi».

Il Consiglio di Stato ha accolto cinque ricorsi collettivi presentati dai medici specializzandi che hanno partecipato alle prove del 29 e 31 ottobre. Una tornata – la prima nazionale con graduatoria unica – funestata da scambio di domande ed errori (ammessi dal Cineca, il consorzio interuniversitario che si occupa dei test, e dal ministro) tali da spingere la titolare del Miur a ipotizzare l’annullamento della prova. Stefania Giannini aveva poi fatto marcia indietro, decidendo che la scappatoia sarebbe stata quella di «annullare le domande invertite e tenere comunque buone le prove». Ma intanto molti dei 12.168 candidati che in tutta Italia avevano sostenuto i quiz, hanno fatto ricorso, chiedendo di essere ammessi in soprannumero, oppure la ripetizione della selezione.

Violato l’anonimato. «I giudici hanno ritenuto fondati i ricorsi – spiegano gli avvocati – e hanno preso atto che i provvedimenti ministeriali recano un danno grave e irreparabile». In sostanza, hanno riconosciuto che c’è stata «violazione dell’anonimato» perché i tecnici sono dovuti entrare nei profili dei candidati, utilizzando le loro credenziali, per «l’abbuono» delle domande contestate. Il massimo organo di giustizia amministrativa «ha riconosciuto che le istanze dei ricorrenti devono essere accolte immediatamente, con ammissione in soprannumero alle scuole di specializzazione», dice Bonetti. «Una prima vittoria sindacale – afferma Massimo Cozza, segretario nazionale della Fp-Cgil Medici – per il diritto alla formazione specialistica dei giovani medici, senza trucchi ed irregolarità. Andremo avanti per veder riconosciuti i diritti di tutti i ricorrenti». «Il Governo e il ministro Giannini si attivino da subito per garantire che un simile pasticcio non si verifichi in futuro. Prevedano un numero idoneo di borse di studio e un sistema di selezione equo e trasparente», dice Cozza.

Altri 700 ricorsi. Le contestazioni degli specializzandi sono state formulate dagli avvocati come «ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica», spiega Bonetti. «Ora i giudici dovranno pronunciarsi sul merito». Ma, intanto, l’ammissione immediata alle scuole di specializzazione è garantita ai 30o del maxi-ricorso. E secondo Bonetti è scontata anche per altri 700 in attesa di giudizio. Non solo: secondo l’avvocato potranno seguire la stessa sorte i quasi 200 giovani medici che hanno visto respinto dal Tar del Lazio il ricorso presentato per tramite del Codacons. In quel caso il giudice aveva specificato che l’inversione delle domande era avvenuta sì ma aveva «comunque riguardato quesiti afferenti alla Scienza medica e non ad altra materia» e che non c’erano prove di «disparità di trattamento, eccesso di potere, difetto di imparzialità, pubblicità e trasparenza, arbitrarietà e irragionevolezza». «È però rimasto aperto uno spiraglio – spiega l’avvocato -: il Tar ha detto che nel caso in cui fosse stato censurato il vizio dell’anonimato, i ricorrenti avrebbero avuto ragione. E questo è proprio quello che ha affermato il Consiglio di Stato». Porte spalancate, insomma, per altre carte bollate.

La riforma. Prosegue così il momento di fermento per i futuri medici: del test 2015 non si sa ancora nulla e per le specializzazioni è in corso una maxi riforma resasi necessaria a causa delle anomalie dell’ultimo test. La pubblicazione delle novità è attesa entro il 30 aprile prossimo. La riforma dovrebbe riguardare i questi oggetto delle prove ed essere orientata a garantire maggiore qualità sia nel percorso formativo che nella selezione dei candidati.