Da OrizzonteScuola.it – 29/01/2014 – I giudici reputano questa quota utile a risarcire ogni genitore dei circa 80 studenti con problemi di apprendimento a cui non sono stati assegnati insegnanti specializzati per un numero di ore necessario a superare le difficoltà: non si può far fruire solo nominalmente del percorso di istruzione.

Ancora una sentenza che rende giustizia agli alunni disabili e alle loro famiglie, il cui ricorso contro il mancato sostegno dei figli è stato ritenuto fondato in un aula di tribunale. Stavolta il Miur è stato chiamato a risarcire i genitori di circa 80 studenti con problemi di apprendimento, a cui non sono stati assegnati insegnanti di sostegno per un numero di ore necessario a superare le difficoltà del percorso scolastico.

La decisione è stata presa dai giudici che operano nel Tar della Sicilia: un  tribunale amministrativo che già altre volte ha “condannato” il ministero dell’Istruzione per le stesse inadempienze.

Stavolta la sentenza è scaturita dopo i ricorsi presentati contro i tagli decisi dalla direzione scolastica regionale per decine di istituti delle province di Palermo, Agrigento e Caltanissetta. Il Tar ha stabilito l’obbligo per il Miur di adottare tutte le misure di sostegno necessarie “per evitare che il soggetto disabile altrimenti fruisca solo nominalmente del percorso di istruzione”. Per ogni alunno privo di insegnante di sostegno, in un rapporto adeguato alla natura della disabilità, il Ministero dovrà risarcire le famiglie pagando mille euro per ogni mese in cui il servizio è mancato o è stato insufficiente. Una cifra, peraltro, tutt’altro che simbolica.