Da TecnicaDellaScuola.it – 08/10/2013 – Il sottosegretario ha ricordato che sono iscritti 203.000 bambini con disabilità e vi sono 102.000 insegnanti a seguirli: un rapporto uno a due che costituisce la più alta possibilità per bambini disabili rispetto a tutti i paesi Ocse. E ancora: dobbiamo migliorare, ma già le 27.000 prossime assunzioni sono un buon segnale di attenzione verso la debolezza maggiore.

L’Italia per dare sostegno agli alunni disabili spende ogni anno 4 miliardi di euro: una cifra altissima, che pone l’Italia al primo posto nell’area Ocse in fatto di supporto didattico ai giovani diversamente abili. A ricordarlo è stato, il 7 ottobre, il  sottosegretario all’Istruzione, Marco Rossi Doria, intervenendo ad un convegno sulle problematiche dell’autismo promosso dall’onorevole Paola Binetti.

“Abbiamo, quest’anno, 203.000 bambini con disabilità e 102.000 insegnanti, con un rapporto uno a due – ha sottolineato il sottosegretario – che è la più alta possibilità per i bambini con difficoltà di tutti i paesi Ocse. Spendiamo 4 miliardi di euro l’anno per questa misura di civiltà in cui, per una volta, bisogna dire che l’Italia è all’avanguardia”.  Vale la pena ricordare, a tal proposito, che proprio l’alto numero di docenti di sostegno all’interno del corpo docente italiano è una delle cause che tengono ancora al di sotto delle medie internazionali il rapporto docenti-studenti: i prof di sostegno, quindi, andrebbero scorporati da questo genere di conteggi. E non farlo comporta una distorsione dei dati complessivi.

Tornando a Rossi Doria, c’è da dire che ha ammesso che ci sono dei “bug” nel sistema del sostegno nazionale. Ma si tratta di limiti marginali. “Abbiamo segnalazioni molto rare di mancata accoglienza a scuola di bambini con autismo, poi certo – ha sottolineato l’alto rappresentante del Miur – dobbiamo migliorare, e ci stiamo lavorando”. Con il decreto che il governo ha approvato agli inizi di settembre, ha quindi ricordato il sottosegretario, “stabilizziamo 27.000 insegnanti di sostegno e il ministro Carrozza ha voluto fare una scelta, ovvero partire dalla debolezza maggiore”.

Il problema è tuttavia affrontato “con il debito pubblico che abbiamo e le difficoltà del caso, ma il fatto che il presidente Letta abbia enfatizzato il ruolo della scuola nella ripresa anche della stabilità politica – ha concluso Rossi Doria – ci fa ben sperare che continueremo su questa rotta”.