Da IlSecoloXIX.it – 09/06/2013 – Si va verso una “stretta” sull’uso delle sigarette elettroniche: il Consiglio superiore di Sanità ha proposto di vietarne l’utilizzo nelle scuole, di regolamentare la pubblicità (al momento in effetti molto forte) e che le ricariche abbiano la chiusura di sicurezza a prova di bambino. Non solo: gli esperti hanno segnalato anche l’opportunità di raccomandare che queste sigarette non siano utilizzate in gravidanza o in allattamento.
Per ora si tratta solo di un’indicazione, seppur autorevole, che diventerà norma solo qualora il governo dovesse decidere di adottare le misure proposte dal massimo organismo consultivo sanitario. Per elaborarle, gli esperti del ministero si sono avvalsi anche del contribuito dell’Agenzia del Farmaco e delle rappresentanze delle industrie. Valutate anche le motivazioni della scelta francese per lo stop dell’utilizzo nei luoghi pubblici.
Per ora gli esperti ritengono che non esistano le conoscenze per fare rientrare le sigarette elettroniche tra i medicinali “per funzione”, e hanno raccomandato al ministero di costituire un “tavolo” permanente dove fare convogliare le diverse fonti di dati e osservatori, «progettare iniziative informative sui potenziali pericoli legati all’uso di questi strumenti e promuovere attività di ricerca e studio sui vari aspetti della problematica». Inoltre, il Consiglio ha raccomandato di mantenere il divieto di vendita ai minori di anni 18 delle e-cig con presenza di nicotina e alcune prescrizioni nelle etichette, con precise informazioni da fornire agli acquirenti.
Il Consiglio si è riservato di riesaminare la questione non appena si rendano disponibili a livello nazionale e internazionale nuovi e rilevanti elementi.
Sulla questione è intervenuto anche il Codacons: «Se un prodotto è pericoloso per la salute – ha detto Carlo Rienzi – non ha alcun senso vietarne l’utilizzo unicamente in un solo ambiente, come sembra aver deciso il Css». Secondo l’associazione, dunque, il divieto per le sigarette elettroniche va necessariamente esteso a tutti i luoghi pubblici. A rincarare la dose, anche il Moige: «Adesso intervenga il ministro Lorenzin con una norma a tutela. Ci sembra un passo importante verso la consapevolezza che i minori vanno tutelati anche dalla sigaretta elettronica, che merita una piena equiparazione alla sigaretta tradizionale».