Da Repubblica.it – 20/08/2018 – Le cattedre a disposizione sono 7mila. Ma molti prof che hanno studiato per seguire i disabili sono già al nord. E i corsi per formarne di nuovi sono a numero chiuso.

Record di posti di sostegno in Sicilia per il prossimo anno scolastico. Ma non ci sono sufficienti docenti specializzati e migliaia di alunni disabili dovranno “accontentarsi” di insegnanti “comuni”, che per un anno si inventeranno insegnanti di sostegno. Qualche giorno fa, l’Ufficio scolastico regionale ha pubblicato il decreto sul numero, ancora provvisorio, di posti in deroga per il 2018/2019, quei posti in più rispetto alla pianta organica stabile (i posti di diritto) assegnati dal ministero dell’Istruzione per coprire le esigenze della scuola siciliana. E basta fare qualche conteggio per capire che a settembre non ci saranno abbastanza insegnanti specializzati per il sostegno a seguire gli alunni portatori di handicap.

Leonardo Alagna, a capo dell’Osservatorio diritti scuola, che ormai da tre anni si batte anche per fare rientrare nell’Isola le migliaia di docenti di sostegno al nord, stigmatizza l’atteggiamento del ministero. “Come dicono i numeri – spiega Alagna – i posti ci sono e aumentano ogni anno”. L’anno scorso, in Sicilia, i posti in deroga di sostegno non arrivarono a 6mila unità, quest’anno sono quasi 7mila. “Chiediamo da tempo – continua il leader di Odr – che vengano stabilizzati tutti i posti in deroga con un duplice vantaggio per la Sicilia: migliaia si colleghi potrebbero tornare alle proprie famiglie e i nostri alunni disabili potrebbero avere un insegnamento all’altezza delle loro esigenze”.

Periodicamente, il ministero apre le porte a coloro che vogliono specializzarsi. Ma con una selezione a numero chiuso. La scuola siciliana ormai da anni vive tra due paradossi. Con la disoccupazione alle stelle gli istituti delle nove province isolane fanno fatica a reclutare docenti con tutte le competenze per seguire al meglio gli alunni in difficoltà. Il tutto, nonostante la Sicilia abbia sfornato negli anni migliaia di specializzati, ed è questo il secondo paradosso, che vengono impiegati in tutte le regioni italiane, soprattutto quelle settentrionali, per coprire le esigenze di quelle realtà, lasciando sguarnite le scuole siciliane. Cosa accadrà a settembre?

In primis, i quasi 7mila posti in deroga assegnati dal ministero a seguito dei tantissimi ricorsi vinti dai genitori (ben 228 nel 2016/2017 secondo la Corte dei Conti, che bacchetta il ministero) verranno assegnati a tutti i docenti specializzati che lo chiederanno: insegnanti di ruolo che opteranno per l’assegnazione provvisoria (di un solo anno) o l’utilizzazione in Sicilia, i precari specializzati delle graduatorie provinciali ad esaurimento (le Gae), quelli inseriti nelle graduatorie d’istituto e i neo specializzati col Tirocinio formativo attivo (il Tfa). In tutto, 4mila maestri e professori circa. Il resto delle cattedre, circa 3mila, andrà invece a docenti “senza titolo” di specializzazione: docenti di ruolo (con esperienza su sostegno negli anni precedenti) che chiederanno l’assegnazione provvisoria o l’utilizzazione e per ultimi “semplici” supplenti che vorranno cimentarsi per un anno nell’insegnamento agli alunni con handicap.