Da RussiaOggi.it – 05/01/2014 – Durante l’Unione Sovietica il livello di istruzione era molto elevato. Ora, secondo il test internazionale di Pisa, la preparazione degli studenti è molto più bassa. E si accende il dibattito sulla qualità dell’insegnamento.

Lo strumento più obiettivo per valutare la preparazione degli studenti è il test Pisa: un programma internazionale che ben conoscono anche le scuole italiane, che analizza i risultati scolastici. Il programma testa gli studenti quindicenni una volta ogni tre anni, e l’ultima volta il test è stato effettuato in 74 Paesi del mondo. Purtroppo, gli studenti russi in media non hanno conseguito risultati molto elevati.

Il test valuta le capacità dei ragazzi di apprendere testi scritti, applicare nella pratica nozioni matematiche e impiegare nozioni di scienze naturali. A partire dal 2003, la Russia appare, secondo tutti gli indicatori, nella forbice tra il 30esimo e il 41esimo posto, ottenendo un risultato che è lungi dal ritenersi soddisfacente. Benché gli indicatori siano nel 2012 parzialmente migliorati, si è ancora ben lontani dalle posizioni leader di Cina, Corea del Sud, Singapore, Hong Kong e Giappone.

Nella società russa si sta diffondendo l’opinione secondo cui ai tempi dell’Unione Sovietica il livello dell’istruzione media fosse molto elevato. Tale opinione non è priva di fondamento: in Unione Sovietica il sistema educativo operante era ispirato ai principi degli illuministi francesi del XVIII secolo e cercava di fornire un’istruzione scolastica il più possibile completa. La radio trasmetteva musica classica, la televisione mandava in onda opere e balletti, i classici della letteratura venivano pubblicati in milioni di copie.

Negli anni ’90 il sistema educativo si è liberato dai diktat statali, mentre gli standard della scuola secondaria si sono abbassati e hanno fatto la loro comparsa una miriade di programmi e manuali diversi.

Molti insegnanti, con cui abbiamo discusso, sono inclini ad attribuire la caduta del livello del sistema educativo proprio a questi fattori e anche all’introduzione nel 2009 dell’Esame di Stato unificato. Secondo Jurij Latyshev, docente riformatore di Uljanovsk, autore di libri di pedagogia, dobbiamo ancora raccogliere i frutti dell’Esame di Stato unificato. Il docente, con un’esperienza di insegnamento cinquantennale alle spalle, rileva che se un tempo gli studenti studiavano l’intero programma di storia, oggi si concentrano solo su quelle parti che servono per rispondere alle domande dell’Esame di Stato unificato.

“Presto ci renderemo conto del disastro – sostiene Latyshev -. Ormai si fanno uscire dalla scuola persone con una preparazione del tutto insufficiente. Molto spesso le nozioni che sarebbero necessarie non sono contemplate nelle domande dell’Esame di Stato unificato”.

Dello stesso avviso è Dmitrij Larionov, insegnante di lingua russa di Mosca: “Gli studenti di oggi hanno gravi deficit di memoria, spesso non sanno neppure in quale secolo sono vissuti scrittori sommi come Pushkin e Lermontov, non sono stimolati all’apprendimento metodico e l’unica cosa che sembra interessarli è la preparazione finalizzata all’Esame di Stato unificato”.

Ljudmila Jasjukova, coordinatrice di un laboratorio dell’Università statale di Pietroburgo e direttrice del Centro “Diagnosi funzionale e sviluppo delle potenzialità” imputa la caduta del livello del sistema educativo russo al basso livello delle facoltà cognitive, ossia della capacità di cogliere segni distintivi, stabilire legami di causa-effetto e organizzare il materiale per categorie. Un tempo queste facoltà si esercitavano nello studio della tecnica e delle scienze naturali: “La botanica e la storia si cominciavano a studiare dalla quinta. Ora invece si studiano le scienze della natura e dell’ambiente attraverso racconti sulla natura che non hanno la minima logica, e anziché studiare la storia della civiltà, si impara la “Storia illustrata”, un altro guazzabuglio senza senso”.

Del resto, se si esaminano i risultati del test di valutazione internazionale Pisa, ci si accorge che il livello dell’istruzione scolastica russa non è diverso da quello del resto del mondo nel suo complesso. Tuttavia, per un Paese che è sempre andato fiero delle vittorie conseguite alle Olimpiadi scolastiche mondiali, attestarsi solo in una zona mediana della classifica internazionale non è di grande conforto.