Da IlSole24Ore.com – 16/03/2015 – Stefania Giannini, ai microfoni di Radio24, ha parlato di «parto indolore» commentando il varo, giovedì scorso, della riforma della Scuola. Ma l’attuazione del provvedimento si annuncia tutt’altro che in discesa. Non solo per i probabili “assalti alla diligenza” in Parlamento. Ma anche per la sfasatura dei tempi di attuazione di alcune misure. E, non ultimo, per l’eccessivo numero di “norme delega”: se ne contano ben 14, accompagnate da una decina di decreti ministeriali (per dettagliare altre disposizioni, come per esempio i criteri e le modalità di utilizzo della «Carta del docente», il voucher di 500 euro per l’aggiornamento degli insegnanti annunciato con enfasi da Matteo Renzi – ma che vedrà la luce a Ddl approvato e solo dopo il varo di questo ulteriore atto amministrativo).

La strada di provvedimenti legislativi che rinviano a loro volta ad altre norme attuative è stata spesso criticata da questo Governo. Ma per la scuola sembra si faccia un’eccezione. La riforma del lavoro, per esempio, contiene solo 5 deleghe (e su materie “pesanti”, coma la riscrittura dello Statuto dei lavoratori e degli ammortizzatori sociali). Anche la riforma della Pa (di cui la Scuola è un settore) prevede attualmente 12 deleghe.

Con la bozza di Ddl sull’istruzione si sale a 14, e c’è scritto che il governo dovrà provvedere «entro 18 mesi» dall’entrata in vigore del provvedimento. Nel dettaglio, si spazia da interventi più di sistema come la riforma dell’abilitazione all’insegnamento (si punta a introdurre lauree abilitanti), il riordino degli organi collegiali della scuola e del sostegno, la revisione della disciplina in materia di diritto allo studio. Ma tra le deleghe ci sono pure interventi di micro-settore, come la proposta di parziale semplificazione degli Its, le super scuole di tecnologia post diploma alternative all’università, che sono piuttosto urgenti, e che potrebbero essere fatti, più semplicemente, modificando le norme già esistenti.

Tra le deleghe al Governo c’è anche l’istituzione del sistema integrato di educazione dalla nascita fino ai sei anni, il riordino delle classi di concorso, e la riforma della normativa che attiene agli ambienti digitali per la didattica. Per il merito si stanziano 200 milioni (dal 2016); ma, nell’articolato, spunta un «comitato di verifica tecnico-finanziaria» Miur-Mef per monitorare la spesa per le assunzioni, gli aumenti ai docenti e per il fondo per risarcire i precari con oltre 36 mesi di servizio “a termine”.

C’è un rischio “sfasatura” dell’intera riforma: la stabilizzazione di 100mila docenti partirà a settembre. Ma la definizione dell’organico funzionale (il “contenitore” che dovrà raccogliere una fetta consistente di questo surplus di insegnanti) sarà delineato nei mesi successivi. Con una procedura “calata” dall’alto (dal Miur). Nel frattempo la “supplentite” continuerà: a settembre serviranno 10mila precari. E gli esclusi dal piano di immissioni in ruolo minacciano già ricorsi, spinti dai sindacati (sono 23mila gli iscritti Gae dell’infanzia che non saranno stabilizzati).

LE DELEGHE
01 Testo unico
Saranno riordinate le norme in tema di istruzione, adeguandole a norme Ue e sentenze

02 AUTONOMIA SCOLASTICA
L’obiettivo è valorizzare il ruolo dell’istituto scolastico m anche all’interno del contesto territoriale, responsabilizzando il preside

03 ABILITAZIONE
Si riscrive l’abilitazione all’insegnamento, con introduzione di lauree abilitanti e periodo di tirocinio professionale

04 ASSUNZIONI
I criteri di delega indicano la creazione del ruolo unico dei professori e l’introduzione di elementi di flessibilità all’interno delle classi di concorso

05 SOSTEGNO
Va ridefinito il ruolo del personale di docente di sostegno per favorire una migliore inclusione scolastica

06 GOVERNANCE
Ogni scuola dovrà dotarsi di un o statuto e si dovranno riordinare pure gli organi collegiale (consiglio d’istituto, collegio dei docenti)

07 FORMAZIONE REGIONALE
Dovranno essere ridisegnati i percorsi di istruzione professionale e ci dovrà essere un potenziamento delle attività pratico-laboratoriali

08 ISTRUZIONE TECNICA
Si punta a introdurre parziali semplificazioni agli Its. Una quota del finanziamento pubblico dovrà essere assegnato su base premiale

09 INFANZIA
Andranno definiti livelli essenziali delle prestazioni in scuola dell’infanzia e servizi educativi fino a 6 anni. Obiettivo: generalizzare questa esperienza e promuoverla

10 DIRITTO ALLO STUDIO
Rendere effettivo il diritto allo studio su tutto il territorio nazionale

11 DIGITALE
Definire la gestione dell’identità e del profilo digitale degli studenti

12 SCUOLE ALL’ESTERO
Nuova disciplina su personale e stipendio

13 CONVITTI
Revisione delle norme statutarie e contabili

14 VALUTAZIONE
Revisione delle modalità di valutazione e certificazione delle competenze degli alunni