Da Repubblica.it – 28/10/2017 – Mappa di chi salta le lezioni, dal classico al tecnico,  secondo i dati del ministero dell’Istruzione. I risultati dei test Invalsi vanno di pari passo: più presenze, voti alti

È fuga dalle classi al Sud. Scorrendo i dati sulle assenze degli studenti per l’anno scolastico 2015/2016 pubblicati di recente dal ministero dell’Istruzione su #Scuolainchiaro, le scuole dell’Italia meridionale assomigliano ad una specie di paese dei Balocchi con tantissimi Lucignolo che anziché restare in classe preferiscono rimanere all’aria aperta, o a casa a dormire, piuttosto che sostare per ore tra le mura di un’aula.

Una situazione che salta all’occhio soprattutto se ci si prende la briga di confrontare le assenze in questione con quelle dei compagni delle regioni settentrionali, che in confronto appaiono come monache di clausura.

Nei licei classici, che non sono condizionati da valori di abbandono elevati sia al nord come al sud, in cima alla classifica degli studenti specializzati nel dribbling della lezione troviamo i ragazzi pugliesi: con 93 ore medie di assenza all’anno in prima, 102 in seconda e via via incrementando le ore perdute nel corso dell’anno scolastico fino in quarta classe, dove si interrompe la statistica ministeriale. Per avere un’idea dell’impatto che può avere un simile comportamento sul rendimento scolastico basta ricordare le ore di lezione complessive nel medesimo indirizzo: il liceo classico. Nelle due classi del biennio il curricolo prevede un impegno orario annuo di 891 ore, 27 ore a settimana, nelle classi del triennio successivo si sale a 1.023: 31 ore settimanali.

Le assenze degli studenti pugliesi dei ginnasi, seguiti dai compagni siciliani e campani, incidono per oltre il 10 per cento in prima e per l’11,5 per cento in seconda. La media nazionale, al classico, si assesta attorno alle 58 ore di assenza in prima e 66 in seconda.

Gli studenti più virtuosi sono invece quelli veneti e friulani che, stando ai numeri, difficilmente si perderebbero anche una sola ora di lezione dei propri prof. I primi si assentano mediamente 30 ore al primo anno e 33 al secondo anno, i secondi 34 e 36 ore rispettivamente. Prendendo in considerazione le assenze del secondo anno, dove troviamo gli studenti che svolgono i test Invalsi, i ragazzini pugliesi si assentano il triplo di quelli veneti.

Una situazione che non cambia significativamente, trovando tutte le regioni meridionali in cima alla classifica e quelle settentrionali in fondo, passando agli altri indirizzi scolastici: licei scientifici, istituti tecnici e istituti professionali. In questi ultimi, troviamo ancora una volta al top i ragazzi pugliesi specializzati nel marinare le lezioni. Per loro, le 352 ore saltate in prima e le 304 in seconda rappresentano il 33 per cento e il 28 per cento delle 1.056 ore annue totali. E lasciano intravedere un folto gruppo di ragazzi che alla fine dell’anno non può essere valutato per le troppe assenze.

Potrebbe anche essere un caso, ma le assenze dalle lezioni in tutti gli indirizzi scolastici vanno di pari passo con i risultati dei test Invalsi dove, con qualche leggera differenza in ordine di graduatoria, dove troviamo tutte

le regioni meridionali in fondo al ranking nazionale e quelle settentrionali in cima. E ancora: è un caso che gli studenti veneti, con 212 punti in Italiano e 218 in Matematica, oltre a figurare tra i meno assenteisti siano anche i più bravi negli ultimi test Invalsi?