Da ProfessioneInsegnante.it 18/06/2013 – Il maghetto Harry Potter e il dramma dei precari entrano nel test Invalsi. Sono circa 584mila gli studenti (più di 8.600 i candidati esterni) che questa mattina hanno affrontato la prova Invalsi per l’esame di terza media. Circa 6mila le scuole interessate (nel tardo pomeriggio erano pervenuti i dati di circa 600 istituti). Due ore e 30 minuti il tempo a disposizione, con una pausa tra le due fasi della prova (italiano e matematica) per rispondere ai quesiti. E nella prova di italiano é spuntato anche il maghetto della Rowling, con un testo argomentativo sui lati positivi della lettura della saga, tratto dall’articolo di giornale “Harry Potter, la scuola della vita”. Gli studenti hanno dovuto rispondere, nella prova di matematica, alla domanda: quanti sono i precari in Italia? Dopo aver proposto agli studenti il grafico sulla distribuzione dei precari per età relativa al 2012, gli è stato chiesto quanti fossero in totale e quale percentuale rappresentassero i 25-34enni.
Ventotto le domande preparate, con la possibilità di usare righello graduato e/o squadra, compasso e goniometro, ma non la calcolatrice; al bando la matita, ammesse solo penne nere o blu.
Dai pannelli solari ai farmaci della nonna di Piero, Ai ragazzi è stato inoltre proposto il calcolo del volume di un solido, la misurazione della superficie che ospiterà il montaggio di alcuni pannelli solari. Non è mancato il rompicapo a base di palline rosse e nere, l’utilizzo di un cerchio per rappresentare con un aerogramma la percentuale di produzione del reddito per alcuni settori economici scritti in una tabella. E ancora, calcolare la percentuale di alunni stranieri iscritti in un istituto comprensivo e per quanti giorni la nonna di Piero potrà prendere la sua dose giornaliera di farmaco utilizzando una sola scatola, sapendo che la medicina di cui ha bisogno viene venduta in scatole da 28 compresse divisibili, ogni compressa è da 20 mg e l’anziana signora deve prendere tutti i giorni, per un mese, 30 mg di questa medicina.
Stretta su chi copia. Allo scadere del tempo, le segreterie delle scuole hanno iniziato a scaricare il documento con le griglie di correzione e i criteri per l’attribuzione del voto, unitamente alla maschera elettronica per la trasmissione dei dati all’Invalsi via web. La prova ha visto il debutto delle misure cosiddette “anticopione”, già sperimentate nelle rilevazioni nazionali di maggio: ogni fascicolo distribuito in una classe era differente per ordine di domande e di risposte all’interno della stessa domanda.
Test troppo difficile per metà degli studenti.
Da una rilevazione a caldo di Skuola.net, che ha coinvolto circa 800 studenti impegnati con l’esame, viene fuori che per il 52% degli intervistati la prova è stata troppo difficile. I ragazzi sono comunque spaccati, perché il 44% ha giudicato la difficoltà della prova in linea con la preparazione ricevuta. Su un dato sono tutti concordi: i quesiti di matematica erano molto più complessi di quelli di italiano per 9 studenti su 10. Dalla ricerca emerge inoltre che i professori sono stati inflessibili e hanno rispettato le regole: il 69% degli intervistati conferma non hanno aiutato a svolgere la prova. Uno studente su cinque confessa di aver avuto un piccolo aiuto, ma non la risposta al quesito. Infine una piccola percentuale, circa l’8% è riuscito a estorcere ai prof anche la risposta ad uno o più quesiti.