Da nternationalwebpost.org – 08/09/2015 – Da Bari a Roma, da Napoli a Trieste, da Palermo a Milano. Due precari su tre assunti, nel corso della fase B, avviata dal Miur nel corso della notte tra l’1 e il 2 settembre, saranno costretti a spostarsi di centinaia di chilometri da dove sono residenti e lavorano come supplenti. Poco dopo la mezzanotte dell’1 settembre è scattata l’ora fatidica e il sito del ministero dell’Istruzione è stato preso d’assalto dai precari che sono entrati nel sistema per vedere in quale provincia sono andati a finire. Inoltre, entro le ore 24.00 dell’11 settembre, questi dovranno decidere se accettare o rifiutare.

In caso di non accettazione della proposta di assunzione, i docenti destinatari non potranno ​ricevere ulteriori proposte di assunzione a tempo indeterminato ai sensi del piano di assunzioni di cui all’articolo 1, comma 98, della citata legge. Si evidenzia infatti che i docenti che non accetteranno la proposta di assunzione eventualmente effettuata nella citata fase B, non parteciperanno alle fasi successive del piano di assunzioni e saranno definitivamente espunti dalle graduatorie di merito e ad esaurimento in cui sono iscritti.

Sulle polemiche legate alla migrazione dei docenti da Sud a Nord, il Ministro Giannini afferma che sono circa 7 mila i docenti del Sud che hanno avuto incarico a Nord, “più o meno lo stesso numero dell’anno scorso – afferma Giannini – con una significativa differenza: lo scorso anno questi docenti erano supplenti, quest’anno hanno un posto fisso”. “Quest’anno – ha aggiunto il Ministro – ci sarà la mobilità di sempre. I numeri sono fisiologici. Il grosso dei trasferimenti sarà dalla Sicilia verso il Nord, soprattutto in Lombardia, e dalla Campania non solo verso il Settentrione ma anche nel Lazio, polo attrattivo Roma e dintorni”. La Giannini fornisce così i primi numeri sul Piano di assunzioni previsto dalla Buona Scuola. Alle 29mila assunzioni delle prime due fasi – Zero e A – si sono aggiunte le 9mila della notte tra l’1 e il 2 settembre. E, in tutto, si arriva a quota 38mila. Le prime 29mila sono state assegnate a docenti nella stessa provincia di inclusione in graduatoria o nella stessa regione, per gli idonei al concorso del 2012.

Ma le polemiche non si fermano. Altra questione che viene denunciata dai sindacati riguarda la trasparenza delle operazioni della fase B. Si è, infatti, parlato di algoritmo per la scelta delle sedi le cui regole non sono state rese note in modo ufficiale e l’invio delle nomine è avvenuto in modo individuale, vale a dire che soltanto il singolo candidato ne è stato messo a conoscenza. I sindacati chiedono pertanto che “le operazioni della fase B siano rese pubbliche, per un diritto alla trasparenza da parte di chi alla domanda di assunzione ha affidato il suo futuro lavorativo e personale”.

Il piano assunzioni 2015-2016, insomma, oltre a rappresentare, per molti, una vera e propria “incertezza” a causa della mobilità obbligatoria nazionale per la quale un docente può ritrovarsi in qualsiasi angolo dell’Italia senza poter rifiutare l’immissione in ruolo, contiene molti punti controversi. Nel mirino, ora, i criteri di scelta riguardanti coloro che verranno assunti nella fase successiva, nella fase C, nel cioè cosiddetto “organico di potenziamento”. Come avverrà il tutto? Quale sarà il destino di questi? Saranno i presidi a decidere le sorti di questa categoria di docenti? Buio ed incertezza. Non ci resta che aspettare il prossimo dicembre, termine entro il quale si concluderanno le operazioni di questo piano straordinario di assunzioni, con cioè l’immissione in ruolo dei rimanenti 52mila precari.