Da Repubblica.it – 11/07/2013 – Trentaquattro persone tra docenti e personale amministrativo hanno vinto un ricorso davanti al tribunale del Lavoro. Dal 2010 hanno percepito lo stipendio da insegnanti statali italiani e non la retribuzione europea stabilita dalla legge.
La Scuola Europea ha perso una causa di lavoro davanti al tribunale civile di Parma e dovrà corrispondere retribuzioni arretrate a 34 dipendenti ed ex dipendenti per un ammontare complessivo di circa quattro milioni di euro. La sentenza, emessa venerdì scorso dal giudice Roberto Pascarelli della Sezione lavoro, dichiara che tutti gli insegnanti in servizio presso la Scuola Europea di Parma hanno diritto a stipendi parificati a quelli degli altri istituti europei. Retribuzioni molto lontane dal salario dei docenti delle scuole statali italiane. Basti pensare che il lordo annuale “europeo” per un insegnante della scuola secondaria di primo o secondo grado ammonta a 117mila euro, poco meno di 4mila euro netti al mese.
Non è che il primo round di quella che si annuncia come una lunga battaglia legale. A proporre il ricorso nel marzo 2012 sono stati 32 docenti (di cui 21 stranieri) e due dipendenti amministrativi che denunciavano gravi disparità di trattamento tra il personale dell’istituto di via Saffi.
Dal primo settembre 2010, infatti, è entrata in vigore la legge 115 del 3 agosto 2009 sul “Riconoscimento della personalità giuridica della Scuola per l’Europa di Parma”, che stabilisce che “al dirigente, al personale docente, amministrativo, tecnico e ausiliario (…) è corrisposta, per la sola durata dell’incarico presso la Scuola, una retribuzione equiparata a quella vigente nelle Scuole europee di tipo I (…)”. Si tratta dell’unica legge dello Stato italiano che fissa, con tanto di griglia con mansioni e cifre, la retribuzione spettante a una categoria. La Scuola beneficiò di finanziamenti per 10 milioni di euro, ma agli insegnanti assunti per l’anno scolastico 2010/11 non applicò le nuove retribuzioni. Percepirono lo stipendio “italiano”.
Nell’estate 2011 si svolge il contestatissimo concorso per l’assunzione di insegnanti, impugnato al Tar da molti degli esclusi che per anni avevano lavorato nella Scuola per l’Europa. I madrelingua vengono selezionati a Parma, gli italiani a Roma. E per l’anno scolastico 2011/12 si crea una situazione inedita e sconcertante: chi ha passato il concorso porta a casa lo stipendio d’oro, chi è rimasto escluso no, anche se magari insegnano nella stessa classe.