Da Repubblica.it – 21/08/2013 – Le scuole del Piemonte hanno troppi professori. Tre anni fa la riforma Gelmini ha dato una sforbiciata agli orari di alcune materie e il risultato è che negli istituti subalpini ci sono 504 docenti in esubero. Il dato è il frutto di un primo monitoraggio dell’Ufficio scolastico regionale e potrebbe ancora variare, ma dà l’idea di quante cattedre continuino a sparire. “Prima gli esuberi riguardavano soprattutto i tecnici di laboratorio. Ora invece i tagli incidono sulla “carne viva”, ossia sulle classi di concorso più gettonate”, sottolinea il segretario della Flc-Cgil Piemonte, Rodolfo Aschiero.
Si va dai 188 esuberi nel Torinese fino ai 15 di Asti. Gli insegnamenti più colpiti sono la A051 (lettere e latino nei licei), la A031 (musica), la A076 (trattamento testi) e quasi tutte le materie “tecnico-pratiche”. Non si tratta soltanto di docenti “soprannumerari”, che cioè hanno perso il posto nella scuola in cui insegnavano, ma di veri “esuberi”: per loro non ci sono cattedre nell’intera provincia.
Sono professori a tempo indeterminato, che si ritrovano a essere “di troppo” per almeno due motivi: “I nuovi orari voluti dalla Gelmini  –  spiega Aschiero  –  riguardano le classi dalla prima alla quarta superiore e dunque sono entrati a regime quasi del tutto. Poi c’è la riforma Fornero, che ha allungato i tempi per il pensionamento creando una sorta di “tappo””.
La prossima settimana prenderanno il via le cosiddette operazioni di “utilizzazione”, in cui chi ha perso la cattedra cercherà di trovarne un’altra. Poi ci sarà da capire come risolvere la questione di chi non troverà alcun posto (il ripiego più tipico è sul posto di sostegno). Ma gli esuberi hanno anche un altro effetto: i futuri vincitori del “concorsone” per prof, giunto ormai alle battute finali, rischiano di trovarsi senza posti a disposizione. In Piemonte erano in palio 604 cattedre in due anni, ma soprattutto per alcuni insegnamenti delle superiori il posto potrebbe diventare una chimera, almeno nel breve periodo.
“La situazione sulle “immissioni in ruolo” legate al concorsone non è ancora stata chiarita”, racconta Teresa Olivieri, leader della Cisl Scuola Torino, che evidenzia: “Fino a quando le graduatorie non saranno definitive non si potrà attingervi per le assunzioni. Le ipotesi sono tre: vengono utilizzati gli elenchi del vecchio concorso; vengono accantonati i posti in attesa della pubblicazione di quelli nuovi; oppure quest’anno si pesca solo dalle graduatorie a esaurimento e nel 2014 solo da quelle del concorsone. In ogni caso, però, ci saranno ricorsi”.