Da Repubblica.it – 26/01/16 – Dalle 57 ore dei licei alle 171 dei professionali E una volta al mese uno studente su tre entra alla seconda ora.

Assenze dalle lezioni e ingressi alla seconda ora. Ecco la scuola che non riesce a trattenere in classe i propri studenti, dalla quale i ragazzi preferiscono stare alla larga. Per la prima volta i Rapporti di autovalutazione dei singoli istituti, pubblicati la settimana scorsa dal ministero dell’Istruzione, svelano le abitudini dei ragazzi che frequentano gli istituti superiori.

Spulciando tra i dati si scopre che tra assenze e ingressi in ritardo, ogni anno, un numero considerevole di ore di lezione va in fumo: addirittura 171 per i ragazzi delle prime classi degli istituti professionali, 114 per i compagni dei licei artistici, 111 per quelli dei tecnici, 78 per i ragazzi dei licei delle scienze umane e 57 per gli studenti dei licei classici e scientifici.

Tutti per malattia? Ma dai numeri emergono anche le strategie per evitare di farsi sorprendere impreparati dai prof. È difficile infatti pensare che il 30,7 per cento al mese di ingressi alla seconda ora di lezione sia determinato esclusivamente da contrattempi o dal traffico, nel Lazio poi la percentuale schizza al 48 per cento. Alcune scuole mettono un tetto al numero massimo di ingressi in ritardo durante il corso dell’anno ma spesso si fanno delle eccezioni. Per evitare di prendere un tre in Italiano o Matematica, è meglio fare un giorno di assenza oppure, se la disciplina da dribblare è a prima ora, basta inventarsi una scusa e chiedere di entrare alle 9.

I numeri messi a disposizione da viale Trastevere mettono in luce una realtà che il Giorgio Rembado, presidente dell’Associazione nazionale presidi, definisce “preoccupante “: “È un bene che il ministero sia riuscito a fornire un quadro chiaro che però denota scarso interesse da parte degli studenti verso la scuola”. Anche i giorni di assenza nel corso dell’anno sembrano un po’ troppi: si va dagli 11 dei ragazzi che frequentano i licei classici e scientifici, pari al 6,4 per cento dell’intero monte ore annuo, ai 28 (sei ore) dei compagni dei professionali. “Anche la scuola – continua Rembado – deve fare la propria parte: deve trovare il modo di motivare gli studenti e stimolarne la curiosità”.

E c’è anche chi non riesce proprio a sostenere i ritmi scolastici e getta la spugna dopo qualche mese. I più esposti sono gli studenti del primo anno, alle prese con il salto dalla scuola media al superiore. Classici e scientifici riescono a limitare al massimo il fenomeno, ma le percentuali crescono appena si passa ai licei artistici e a quelli delle scienze umane: il 2,2 per cento di abbandoni nei primi e l’1,3 nei secondi. Ancora una volta il record si registra nei professionali, con 3,7 studenti del primo anno aut a metà anno. Tasso di abbandono che per le stesse classi in Calabria sfiora il 6 per cento e che vede l’Italia ai primi posti tra i paesi europei. Infine, il Miur mette a disposizione delle scuole il numero di alunni refrattari alle regole. E per questo sanzionati con giorni di sospensione dalle lezioni: circa 20mila ragazzi appena entrati al superiori allontanati ogni anno per motivi disciplinari.