Da MetroNews.it – 01/10/2013 – «La formazione e l’integrazione tra scuola e lavoro sono un tema prioritario per questo governo. Li consideriamo fondamentali  per l’uscita del Paese dalla crisi»: esordisce così Gianluca Galletti, sottosegretario all’istruzione.

Il tema è prioritario, ma nell’ultimo decreto Scuola (approvato lo scorso 9 settembre) mancano capitoli sulla formazione, eccezion fatta per quella dei docenti.

A ben vedere, è un tema che abbiamo affrontato già a partire dal Decreto lavoro. In cui abbiamo già previsto 794 milioni di euro stanziati per  una serie di misure a favore dell’occupazione dei giovani. In particolare, viene previsto un incentivo temporaneo fino ad un massimo di 650 euro al mese per l’assunzione di lavoratori tra i 18 e i 29 anni a tempo indeterminato.

Si tratta però di assunzioni vere e proprie, non di formazione.

Sempre nel decreto Lavoro abbiamo provato a rilanciare l’integrazione tra  studio e lavoro: con 3 milioni di euro per il 2013 e 7,6 milioni per il 2014 è previsto un sostegno ai tirocini curriculari per studenti universitari (iscritti ai corsi di laurea statale nell’anno accademico 2013/2014, ndr). Inoltre,  tirocini formativi potranno essere svolti, in orario extracurriculare con una flessibilità del 25%, anche dagli studenti delle classi quarte delle scuole superiori, con priorità per quelli degli istituti tecnici e professionali. Infine abbiamo stanziato,  complessivamente,  328 milioni, dal 2013 al 2015, per interventi al Sud. Di questi, 168 milioni serviranno per attivare borse di tirocinio formativo in favore di giovani, tra i 18 e i 29 anni, che non lavorano e non studiano, residenti o domiciliati nelle otto regioni del Sud: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Perché l’Italia è così indietro rispetto agli altri Paesi avanzati in tema di formazione?

È un fatto culturale e sono convinto che spetti al pubblico, allo Stato dare l’impulso affinché anche le imprese si rendano conto che è anche interesse loro formare le nuove leve. Lavorando da alcuni mesi al Ministero dell’Istruzione, posso dire che comunque la richiesta da parte dei privati c’è. È però vero che dobbiamo recuperare il gap con l’Europa.

Se nelle discipline scientifiche qualche passo è stato fatto, ricerca e formazione nelle materie umanistiche sono indietro di anni luce.

È vero, e proprio per questo abbiamo voluto dare un importante segnale in controtendenza con quanto è stato fatti negli ultimi anni. Nell’ultimo decreto Scuola, abbiamo infatti finalizzato 6 milioni di euro  alle borse di studio degli allievi delle scuole artistiche e dei Conservatori. Inoltre nel Decreto del Fare abbiamo destinato dei fondi proprio per rilanciare la ricerca umanistica.

I sindacati sono concordi nell’affermare che le risorse sono ancora poche.

certamente la strada è ancora lunga, ma voglio  assicurare che è finita l’era dei tagli lineari alla Scuola e alla Ricerca.