Da Repubblica.it – 23/06/2015 – Il premier: “Fiducia? Deciderà il Parlamento”. Martedì il provvedimento riprenderà il suo iter in commissione Istruzione del Senato

“Sulla scuola deciderà il Parlamento. Se la riforma passa ci saranno oltre 100 mila assunzioni, se la riforma non passerà o non passerà in tempo,  ci saranno le assunzioni legittime e normali del turn over, che sono circa 20-22mila. In pratica si continua con il sistema di oggi”.

Lo ha chiarito Matteo Renzi, parlando a margine degli Stati generali sui cambiamenti climatici, del ddl buona scuola che domani riprende l’iter in commissione Istruzione del Senato.  Con la riforma del governo “è il modello di scuola che cambia, cambia tutto il sistema con l’introduzione dell’organico funzionale  – ha sottolineato il premier – e quindi la possibilità di avere più professori. Se rimane il sistema di oggi” non si possono assumere i 100mila professori, perché “non si possono inserire” nel vecchio sistema: “cosa gli fai fare?”.

L’ipotesi di porre o meno la fiducia sul provvedimento, oggetto di un vertice ad hoc a Palazzo Chigi venerdì scorso, qualora non vengano ritirati gli emendamenti della minoranza, è ancora sul tavolo: “Deciderà il Parlamento”, ha risposto anche in questo caso il presidente del Consiglio, che poi ha chiarito:  “Non entro nel merito delle decisioni delle opposizioni”.

Un punto, quello della fiducia, ribadito anche dal ministro dell’Istruzione Stefania Giannini che ha risposto ai cronisti: “Gli strumenti tecnici li conoscete, anche la fiducia è uno strumento tecnico. Dipenderà dalla risposta delle opposizioni al ritiro dei tanti emendamenti”.

Le opposizioni, da parte loro, non hanno perso occasione di criticare nuovamente il ddl. “La riforma della scuola, lo abbiamo detto con chiarezza, è un imbroglio – ha ribadito Renato Brunetta, capo dei deputati di Forza Italia –  Mette insieme assunzioni più o meno clientelari, todos caballeros, con finte razionalizzazioni che nessuno vuole, spacciate per merito”.

“In realtà Renzi sulla scuola – ha concluso- sta per sbracare sulla linea della Cgil perchè altrimenti non avrà i voti della sua sinistra al Senato. Noi staremo molto attenti, non si gioca con la scuola, avevamo già detto la nostra posizione. Se così sarà meglio non farne niente, fare solo le assunzioni del turn over di 30-33mila insegnanti e buttare a mare questa cattiva riforma”, conclude Brunetta.

“Ogni giorno il presidente del Consiglio ripete il suo ricatto – hanno commentato la presidente del Gruppo Misto-Sel Loredana De Petris e la senatrice di Sel Alessia Petraglia –   o la riforma della scuola passa come la voglio io o ne faranno le spese i 100mila precari che dovrebbero essere assunti. È un ricatto ignobile e indecente”.

“Renzi si gioca le sorti del governo sul Ddl “cattiva scuola”, imponendo la “fiducia”, sfidando la totale ostilità del popolo della scuola e ricattando le opposizioni interne con la minaccia dello scioglimento delle Camere”, ha detto il portavoce nazionale dei Cobas, Piero Bernocchi, annunciando manifestazioni in tutta Italia da domani al 25 giugno.