Da BlastingNews.com – 02/03/2015 – Slitta al 3 marzo la Riforma della scuola 2015: ecco quali sono i nodi cruciali della Buona Scuola del governo Renzi.

Riforma Scuola 2015: i nodi cruciali

Era attesa per enerdì 27 febbraio, la discussione in Consiglio dei ministri in merito alla Riforma della scuola 2015, la cosìddetta ‘Buona Scuola’ del governo di Matteo Renzi e che Gabriele Toccafondi, sottosegretario all’Istruzione, sul Corriere della Sera ha definito una vera e propria ‘riforma complessiva del sistema’. Ora però, occorrerà attendere il prossimo 3 marzo, nuova data fissata per conoscere le ultime novità che vedono tra i nodi cruciali della Riforma della scuola 2015 l’assunzione dei precari. Lo slittamento a martedì ha destato alcuni dubbi, ma secondo fonti ministeriali tutto sarebbe pronto e non sarà certamente questo ritardo a creare problemi relativamente ai tempi di attuazione degli interventi previsti. Ma quali sono invece i nodi cruciali della Riforma della scuola 2015?

Riforma scuola 2015: ecco i nodi principali della Buona Scuola di Matteo Renzi

Con ogni probabilità nel corso della discussione in Consiglio dei ministri della Riforma della scuola 2015 attesa per domani, il Miur potrebbe affrontare anche il tema relativo all’ipotesi di concedere aiuti alle famiglie con figli che frequentano istituti non statali. Tra i nodi cruciali della Riforma, oltre al tema strettamente connesso alle assunzioni dei precari emerge anche quello relativo alle detrazioni fiscali per le scuole paritarie, che coinvolgono circa 1,2 milioni di studenti. Punto dolente riguarderebbe proprio i costi ed il Miur a tal proposito punta già a controlli più severi.

Nodo saliente della Riforma della scuola 2015, ovviamente, resta quello rappresentato dall’assunzione dei precari. I professori precari attualmente inseriti nelle Gae (Graduatorie ad esaurimento), sono circa 134 mila. Il Miur ne prevede l’esclusione di circa 46 mila di cui poco meno della metà sono i precari delle scuole dell’infanzia ed i restanti 26 mila sono coloro che non entrano in classe da diversi anni (o che non hanno mai insegnato). In attesa dello slittamento della discussione della Riforma scolastica al 3 marzo, restano ancora aperte alcune questioni, a partire dai costi in relazione alle assunzioni dei precari ma soprattutto ai possibili ricorsi da parte degli esclusi. Quali saranno le eventuali soluzioni?