Da OrizzonteScuola.it –12/11/2013 – In un collegato alla legge di stabilità che delega il Governo ad intervenire su alcune questioni che riguardano il sistema di reclutamento, compare anche lo spauracchio di concorsi-concorsi gestiti dalle scuole. Porta che aprirebbe anche ad un organico funzionale.

Si tratta di una proposta non nuova in area PD e che, se confermata, troverà forti estimatori anche all’interno del PdL.

Sulla riforma del reclutamento, il Ministro si è già più volte espresso, parlando di “reclutamento democratico” attraverso una revisione  “totale del reclutamento in senso meritocratico e trasparente, eliminando la stratificazione di norme”

Stratificazione che ha fatto lanciare l’allarme ricorsi, che oggi dominano le scene dei tribunali, con ben 8.500 aspiranti docenti che si sono affidati ai tribunali per avere giustizia.

Ed ecco giunto, finalmente, il momento. Ad occuparsi della questione è il punto h.1 dell’articolo 1 del collegato alla legge di stabilità di cui si è discusso venerdì al CdM, nel quale si delega il Governo ad un intervento per una riforma organica del reclutamento, che:

  1. garantisca la tutela delle diverse categorie di soggetti abilitati,
  2. mantenga l’equilibrio tra le assunzioni per concorso e gli scorrimenti di graduatoria, fermo restando il rispetto del principio del merito,
  3. consenta lo smaltimento del precariato, anche attraverso il ricorso al corso-concorso per l’accesso all’insegnamento preso le istituzioni scolastiche

Il primo punto si occuperà delle varie anime del recente precariato scolastico, tentando di mettere ordine in quella materia che è terreno di  scontro tra TFA ordinario e docenti che conseguiranno l’abilitazione tramite PAS.

Il Ministro ha dato delega al Sottosegretario Rossi Doria di occuparsi della materia e le indiscrezioni parlano di un doppio piano di intervento: nel primo si tenterà di rispondere alle immediate esigenze delle diverse categorie di abilitati, nel secondo piano si interverrà per unificare in un unico canale il percorso abilitante, superando la distinzione tra TFA  e PAS.

Veniamo al reclutamento. Appare chiara la volontà di mantenere i due canali di reclutamento: graduatorie e concorso. Mantenendo, si legge chiaramente, un equilibrio, che, salvo colpi di scena, garantirà una spartizione al 50% dei posti disponibili.

Ma c’è di più, nel teso, infatti compare un corso-concorso per l’accesso all’insegnamento presso le istituzioni scolastiche la cui natura è di dubbia interpretazione

Formula ancora vaga, che può essere, semplicemente, oggetto di speculazione.

Una di esse prevede quei tanto accarezzati corsi-concorso organizzati da singole, o riunite in rete, istituzioni scolastiche. Strumento che aprirebbe anche all’istituzione di un organico funzionale da dividere condividere tra le varie scuole.

Un’idea serpeggiante all’interno dello stesso PD, basti ricordare il documento del PD Lombardo che, durante la campagna elettorale (criticando il programma del PD nazionale) chiedeva la possibilità di di avviare concorsi a livello territoriale rispondenti alle esigenze delle scuole.

Il passaggio evidenziato resta comunque di dubbia interpretazione, sarà solo l’avanzamento dei lavori del Governo che ci svelerà cosa si intende per corsi-concorsi, se si tratta di una terza via per il reclutamento (dopo il concorso nazionale e le graduatorie ad esaurimento), o se saranno sostitutivi dei concorsi nazionali.

Il mondo del precariato attende col fiato sospeso.