Da OrizzonteScuola.it – 11/09/2013 – Di seguito vengono riportati alcuni riferimenti relativi all’insegnamento/apprendimento in chiave strettamente pedagogica. Le informazioni sintetiche si rifanno al primo capitolo del testo “Didattica della Fisica” a cura di Matilde Vicentini e Michela Mayer.
Insegnamento e apprendimento sono due facce dell’attività professionale dell’insegnante: queste due facce tuttavia, nella prassi didattica, non vengono usualmente viste come due parti della competenza del docente ma considerati come compiti separati Gli insuccessi di eventuali tentativi di insegnamento non vengono normalmente attribuiti a possibili carenze nella pratica dell’insegnamento ma piuttosto a carenze del discente.
A partire dalla teorizzazione di Piaget l’essere umano è visto come un soggetto attivo nella costruzione della propria conoscenza e l’apprendimento è visto in termini interattivi come compatibilità tra le cose preesistenti del soggetto e le informazioni provenienti dall’ambiente naturale e sociale. L’adattamento cognitivo si articola in primo luogo nelle due f unzioni cognitive assimilazione e accomodamento, visti come processi complementari.
L’assimilazione corrisponde alla incorporazione, negli schemi concettuali del soggetto, di informazioni provenienti dall’ambiente che siano compatibili con gli schemi stessi. L’accomodamento corrisponde a trasformazioni degli schemi generate dalla necessità di tenere conto di informazioni in qualche modo non compatibili con lo schema iniziale.
Un modello d’apprendimento
Ciascuno acquisisce nel corso degli anni diversi livelli di conoscenza comune che mantengono una stabilità finché nuove esperienze o nuove informazioni non mettono in crisi il potere predittivo. Tali crisi richiedono una riorganizzazione degli schemi di conoscenza in modo da includere le esperienze o le informazioni che erano risultate problematiche rispetto alla organizzazione precedente. Nel caso dell’apprendimento la variabile è lo stato di conoscenza. Le risorse dell’ambiente sono costituite dalle esperienze nel mondo naturale e dalle informazioni della comunità sociale. Ciò suggerisce l’importanza di un ambiente ricco di stimoli affinché il processo di crescita possa aver luogo. Possiamo anche domandarci se esiste un limite superiore alla capacità di conoscere di un individuo corrispondente al raggiungimento del livello di saturazione.
Vogliamo infatti poter credere che la capacità di apprendimento di un individuo normale sia sempre in fase di crescita per soddisfare alle esigenze di un ambiente deprivato di risorse culturali.
Possiamo pensare che nella memoria di ciascuno la conoscenza sia conservata sotto forma di esperienze o conoscenze singole e particolari collegate fra loro attraverso reti anch’esse costituite nel tempo secondo procedimenti comuni alla specie umana.
L’acquisizione di nuovi elementi di conoscenza si può ritenere che avvenga con una certa continuità. Tuttavia il loro inserimento nella rete di conoscenze preesistenti si può presentare con modalità diverse: nelle reti ci sono spazi vuoti in cui tali conoscenze si inseriscono naturalmente senza problemi; in altri casi i nuovi elementi non riescono a trovare un aggancio, oppure richiedono una modifica della rete. In questi casi affermiamo di non capire: possiamo aver bisogno di tempo e di altri pezzi di conoscenza per costruire una rete funzionale ad un certo tipo di comprensione, oppure possiamo aver bisogno di riflettere sulla rete di conoscenze posseduta per eventuali modificazioni o correzioni della rete stessa, al fine di consentire l’inserimento coerente e funzionale delle nuove informazioni.
Le conoscenze che riusciamo a comunicare in maniera sistematica e coerente nei vari momenti della nostra vita sono quelle relative a reti già stabilizzate: sono le cose che abbiamo capito, che sappiamo, non quelle che stiamo cercando di capire o che stiamo imparando a fare.
Ogni persona ha le sue reti di conoscenza individuali in quanto costituite attraverso una serie di esperienze individuali. In questo senso ogni persona è “speciale”, cioè diversa dalle altre, in quanto sono speciali le sue esperienze, conoscenza, reti. Sono quindi speciali le sue domande e il suo modo di trovare risposte.
Status delle ricerche sull’apprendimento
Esistono due diverse modalità di apprendere:
Apprendimento spontaneo, cioè non vincolato alla istruzione scolastica;
Apprendimento indotto, cioè connesso con l’istruzione scolastica.
Comportamentismo: in tale ambito, in cui si inquadra la tradizionale teoria dell’apprendimento, si studiano le risposte a stimoli all’apprendere e pertanto il riferimento implicito è l’apprendere indotto.
Teoria piagettiana: in tale ambito l’interesse è sullo sviluppo delle strutture cognitive.
Cognitivismo: l’approccio cognitivista all’apprendimento ha come ipotesi forte il carattere attivo del soggetto conoscente, presente nell’impostazione piagettiana. Pertanto la distinzione tra l’apprendimento spontaneo e l’apprendimento indotto dalla comunità sociale perde le caratteristiche di una precisa delimitazione fra due diverse modalità di acquisizione di conoscenze.
Il ruolo del linguaggio e delle interazioni sociali
Il linguaggio rimane anche uno strumento privilegiato una volta acquistata la padronanza linguistica in quanto diventa un mezzo per la ricerca di informazioni e principale strumento della interazione sociale. Le parole del linguaggio comune presentano in generale una ridondanza di significati in cui va ricercato quello adatto al contesto specifico, le parole del linguaggio scientifico sono invece oggetto di definizione che ne precisa il significato. Ciò pone problemi in quanto vi è una continua osmosi tra il linguaggio comune, che si appropria delle parole scientifiche attribuendo loro una varietà di possibili significati, e il linguaggio scientifico che usa parole comuni attribuendo loro un solo significato.
Strategie di acquisizione delle conoscenze
Conoscenza dichiarativa (ciò che si sa): si riferisce alla particolare organizzazione dei contenuti propria della disciplina.
Conoscenza procedurale (ciò che si sa fare): è costituita dai processi per la risoluzione dei problemi.
Metaconoscenza (riflessione su ciò che si sa e si sa fare): capacità di ragionare sul proprio ragionamento e di rivedere la propria comprensione.
Organizzazione della conoscenza
Scripts: sequenze spazio – temporali di azioni concatenate e concettualizzate; lo script è un modo di rappresentare la conoscenza procedurale.