Da OrizzonteScuola – 19/07/2013 – Il trend demografico non lascia scampo alle regioni del Sud e le Isole, dove, fino al 2020 si registra un calo della popolazione a favore delle regioni del Nord.
Queste ultime, in realtà, mostrano un saldo naturale in negativo, decisamente superiore rispetto alle altre zone dell’Italia. Ciò significa che si fanno pochi figli, ma la popolazione aumenta ugualmente, grazie ai flussi migratori dalle regioni meridionali e dall’estero. Ciò, almeno, fino a che il Nord resterà luogo di richiamo lavorativo.
Ieri il Ministro Carrozza, durante una video chat su RepubblicaTv, ha parlato chiaro, “in alcune regioni la popolazione è aumentata e hanno bisogno di nuovi docenti, quindi ci vuole un bilanciamento nella distribuzione degli organici.” Sulla stessa base statistica sarà affrontato anche il riassetto della rete scolastica.
La Carrozza ha anche ribadito la volontà di immettere in ruolo 15.000 nuovi insegnanti, rispettando la partizione tra il 50% dei docenti in graduatoria e il 50% provenienti dalle graduatorie del nuovo concorso (che dureranno tre anni). Seguiranno già questi criteri di ripartizione in base all’andamento demografico?
In realtà, sulla questione confluiscono anche altre variabili, non ultimi i pensionamenti, che negli anni futuri riguarderanno soprattutto i docenti del Sud dove in media ci sono organici più vecchi.
La ripartizione dei posti tra le regioni, ricordiamo, è stata anche oggetto di contenzioso giuridico che ha condotto al commissariamento del Ministero. Alla base delle due sentenze di condanna del Consiglio di Stato ai danni del MIUR c’è stata la mancanza di trasparenza, a vantaggio delle regioni del Nord, nei criteri di partizione dei posti per le immissioni del personale docente negli anni scolastici 2008/09 e 2009/10.
Ci aspettiamo, dunque, una maggiore trasparenza per la ripartizione degli organici, che renda pubblici e chiari i criteri adottati.