Da Repubblica.it – 04/07/2013 – Lo prevede il decreto Monti dello scorso anno. Considerando come è andata con pagelle e comunicazioni alle famiglie c’è più di un dubbio sulla realizzazione. I dirigenti scolastici: “Serve un altro anno di tempo. Non è tanto questione di attrezzature, quanto di formazione dei docenti”
Registro online obbligatorio da settembre, ma tantissime scuole ancora arrancano. Il decreto Monti dello scorso anno, “per la razionalizzazione della spesa pubblica”, prevedeva per le scuole la rivoluzione della cosiddetta “dematerializzazione”: iscrizioni da effettuare con modalità online; pagella in formato elettronico, disponibile per le famiglie sul web o tramite posta elettronica; registri online e invio delle comunicazioni agli alunni e alle famiglie in formato elettronico. Un provvedimento che sarebbe dovuto entrare in vigore già nel 2012/2013, ma che per le evidenti difficoltà di piena applicazione in ambito nazionale è stato trasformato in semplice periodo di “transizione” per l’anno appena trascorso.
Da settembre, invece, la totalità delle scuole italiane dovrebbero essere attrezzate di tutto punto per realizzare la rivoluzione digitale. Ma la realtà scolastica nazionale evidenzia una certa distanza tra la legge scritta e la realtà. Per realizzare la novità del registro online, tutte le classi italiane – circa 365mila – dovrebbero avere un computer sulla cattedra per l’avvio dell’anno scolastico. L’insegnante, in questa maniera, potrebbe caricare voti e assenze direttamente al computer durante la lezione come ha fatto finora con i tradizionali registri cartacei: quello di classe e quello personale. Ma “le difficoltà ci sono”, ammette Gregorio Iannaccone, presidente dell’Andis (l’Associazione nazionale dei dirigenti scolastici).
“Sarebbe opportuno dare un altro anno di tempo alle scuole – continua Iannaccone – per prorogare la sperimentazione. Dovremmo chiederlo tutti: sindacati e associazioni, in nome del buon senso”. Per il presidente dell’Andis, tuttavia, non sarebbe una questione di tecnologie multimediali. “Non credo si tratti di una questione di attrezzature. Con i fondi europei soltanto chi non ha voluto attrezzarsi non l’ha fatto. Credo si tratti piuttosto di una questione di analfabetismo informatico degli insegnanti che andrebbero formati adeguatamente. Le scuole, anche se non hanno un computer per classe, sono attrezzate e i docenti dopo la lezione possono caricare i dati in sala dei professori o in altri luoghi”.
La soluzione che si prospetta quindi per settembre è all’italiana: un computer itinerante per raccogliere le assenze in più classi e un aggravio di lavoro per i docenti che dovranno caricare i voti al computer in un secondo momento. Così, le scuole non compreranno più i registri cartacei e risparmieranno una voce di spesa. Ma i docenti dovranno “prendere appunti” in classe col rischio di dimenticare voti e altre annotazioni importanti. Il decreto Monti prevedeva anche un piano di “dematerializzazione” che al momento è rimasto sulla carta. E le scuole si sono dovute arrangiare come potevano. Il ministero “è consapevole delle difficoltà legate alla piena attuazione delle novità in questione e si sta lavorando in tutti i modi per superarle”.
L’unica novità partita è quella delle iscrizioni online. Per il resto – pagelle, registri e comunicazioni alle famiglie  –  la situazione è a macchia di leopardo lungo lo stivale: scuole super attrezzate e altre ancora “all’età della pietra”. Lo scorso ottobre il ministero ha assicurato un finanziamento aggiuntivo per realizzare la rivoluzione digitale di 4.500 euro ad istituto. Un programma per la gestione dei registri online costa attorno a mille euro e con la rimanente parte è stato possibile comprare 6-7 computer. Basteranno per proiettare la nostra scuola nel futuro?