Da IlSole24Ore.it – 25/09/2017 – La prima criticità del nuovo anno scolastico (gli studenti rientreranno in classe, a seconda della regione, entro il 15 settembre) è il record di “reggenze”: sono infatti circa 1.700 gli istituti che non hanno un preside di ruolo, e che quindi sono stati assegnati a un dirigente “supplente”. Un numero che cresce di anno in anno: ormai una scuola su cinque è affidata a un preside non di ruolo (con tutti i problemi che ciò comporta, a danno degli studenti). L’urgenza è nota da tempo: il Miur ha annunciato da diversi mesi il nuovo concorso da 2mila posti. Fatto sta che, ingolfato nelle maglie della burocrazia, il bando è ancora sulle scrivanie ministeriali.

Il secondo problema che troveranno i ragazzi è l’elevato numero di supplenti (cioé, docenti non di ruolo, vale a dire precari). Dei 52mila posti autorizzati dal Mef prima dell’estate a coprire stabilmente, ne sono rimasti scoperti circa 22mila. Matematica, sostegno e lingue, sono le classi di concorso dove ormai è quasi impossibile trovare un prof abilitato. E quindi si ricorrerà al supplente. Secondo le prime stime del Miur ci si attesterà intorno alle 90mila supplenze “lunghe”. Forse, ci si avvicinerà alle 100mila, la quota che più o meno si ripete di anno in anno. Con buona pace, ancora una volta, della stabilità didattica (che dovrebbe essere garantite agli alunni).
Il terzo problema del nuovo anno è la carenza cronica del personale amministrativo, in particolare assistenti tecnici. La loro assenza crea difficoltà al corretto svolgimento delle attività laboratoriali, un altro danno ai ragazzi specie degli istituti tecnici e professionali.

Un’ultima riflessione merita infine l’ennesimo crollo degli studenti iscritti a scuola (mentre si continua ad assumere docenti…). Quest’anno gli alunni che frequentano le scuole statali sono 7.757.849, quasi 60mila in meno dello scorso anno. Il decremento più forte si verifica in 4 regione del Sud: Campania, -13.915 ragazzi; Sicilia, -12.141; Puglia, -10.106; Calabria, -5.624.

La contrazione della popolazione studentesca sta interessando anche le scuole paritarie, che si confermano tuttavia in crisi: rispetto allo scorso anno mancheranno all’appello altri 415 istituti. Ogni anno, anche a causa delle difficoltà economiche delle famiglie, chiudono circa 200 istituti paritari.