Da StateOfMind.it – 28/07/2018 – Una recente meta-analisi ha preso in esame diversi studi che negli anni hanno indagato la relazione esistente tra il quoziente intellettivo (QI) e il livello di istruzione. I risultati confermano il peso degli anni scolastici sul livello intellettivo e sulle abilità cognitive misurate con il quoziente intellettivo.

Quoziente intellettivo (QI) e istruzione sono in stretto legame ma è l’insegnamento che determina il livello di intelligenza o al contrario i soggetti con un QI più elevato tendono a studiare maggiormente?

Secondo una meta-analisi pubblicata su Psychological Science, nell’arco di un anno scolastico gli studenti non solo acquisiscono nuove conoscenze ma sembrerebbero incrementare anche il loro quoziente intellettivo.

Stuart J. Ritchie, psicologo dell’Università di Edimburgo e primo autore dello studio, afferma: “La ricerca che abbiamo condotto fornisce una prova forte del fatto che l’educazione scolastica faccia aumentare i punteggi ottenuti ai test di intelligenza. Abbiamo utilizzato diversi progetti di ricerca per analizzare una quantità corposa di dati, ciò che abbiamo scoperto è che in generale anche un solo anno di scuola porta ad un innalzamento del QI di diversi punti”.

Studi già presenti in letteratura avevano dimostrato che il livello di intelligenza correla positivamente con gli anni di educazione scolastica ricevuta ma non era chiaro il rapporto causale tra le due variabili.

Quali dati sono stati analizzati?

Nella scelta degli studi inseriti in questa meta-analisi, è stato criterio discriminante il fatto che i dati di ciascuno studio fossero stati ottenuti tramite misurazioni oggettive di soggetti con un’età maggiore di 6 anni e senza alcun deficit intellettivo. La meta-analisi è stata quindi svolta su un totale di 28 studi, che hanno fruttato 42 serie di dati provenienti da circa 615 mila soggetti.

Sono stati analizzati tre tipi studi ricavati da una varietà di fronti tra cui articoli pubblicati, libri, documenti di lavoro e tesi di laurea.

La prima tipologia di studi ha permesso di osservare l’intelligenza intraindividuale valutata tramite la somministrazione di test intellettivi prima e dopo il completamento degli studi. Questi lavori hanno permesso ai ricercatori di esaminare l’influenza della scolarità a partire dall’inziale livello intellettivo del singolo soggetto.

Il secondo insieme di ricerche ha focalizzato l’attenzione sui cambiamenti di natura politica che investono l’organizzazione scolastica aumentando gli anni di istruzione obbligatoria. In particolar modo, è stato analizzato uno studio riguardante l’educazione scolastica norvegese degli anni ‘60 in cui si è assistito ad un aumento di un paio d’anni della scuola dell’obbligo. I ricercatori hanno indagato una possibile differenza in termini di quoziente intellettivo negli studenti pre e post riforma.

L’ultimo gruppo di studi ha invece investigato le differenze intellettive interindividuali confrontando bambini di età simili ma con livelli di scolarità diversi.

Risultati e conclusioni

I risultati hanno mostrato che una differenza anche solo di un anno di istruzione è associata ad un aumento del quoziente intellettivo che oscilla da 1 a 5 punti, con un aumento medio di 3.4 punti.

Ritchie riferendosi alle evidenze ottenute ha chiarito: “La cosa che sorprende maggiormente è stata la durata degli effetti: l’influenza dell’istruzione si è osservata anche in soggetti che avevano completato i test d’intelligenza negli anni ’70 e ’80, ciò significa che l’educazione scolastica sembra avere effetti postivi lungo tutto l’arco di vita”.

In conclusione, la ricerca ha sicuramente fatto luce sullo stretto legame esistente tra abilità cognitive e livello d’istruzione scolastica, ponendo però al tempo stesso interessanti quesiti che la ricerca futura dovrà affrontare come ad esempio: quali caratteristiche particolari dell’esperienza educativa possono maggiormente influire sul quoziente intellettivo e quali sono invece i limiti di questa influenza.