Da TecnicaDellaScuola.it – 01/10/2013 – Thomas Pololi, fotografo bergamasco di Milano, toglie dagli scatoloni i quaderni dagli anni ’20, ’40, ’60, li fotografa e le scannerizza. E fa rivivere pezzi di storia semplice, quotidiana, liberando segni che contengono mondi forse del tutto sconosciuti.

Ecco dei brani, tratti da quei quaderni, e raccontati da “Linkiesta.it”.

I fanciulli che erano andati a passare le vacanze in campagna o presso qualche parente si affrettano a ritornare a casa per riordinare le loro cose di scuola per esser pronti alla prima chiamata. La patria vuole che i fanciulli crescano buoni ed istruiti, utili a se stessi e agli altri, la patria che noi tutti, grandi e piccini, dobbiamo amare con tutte le forze dell’animo nostro. Chi si lascia vincere contro gli ostacoli per poterli vincere superare e mai cedere. Quel fanciullo che comincia a dire sin da principio «Questa cosa è troppo difficile», «A far quest’esercizio non ci riesco», è un fanciullo che non ha volontà di imparare.

Anni ’30 (elementari): «Io sono molto dispiacente perché siamo alla fine dell’anno scolastico. Ma non soltanto per questo, ma anche per il Signor Maestro, perché se non passo all’esami mi toccherà lasciare questo Maestro buono che io gli voglio tanto vene. Invece se passo ritorno dal mio Maestro e rivedrò dei miei compagni. Questo Maestro insegna molto bene, e far capire quello che dice. In tutto l’anno il Signor Maestro si è affadicato tanto a spiegare, e noi dobbiamo tenerle a mente. Anche dal mio Maestro ci è stato il mio fratello Mario, e il mio cugino Renato ed essi erano molto contenti di avere questo Maestro buono».

Problema illustrato: I Balilla di Empoli sono 480. Se quelli di Vinci fossero 3/8 quanti sarebbero quest’ultimi? Se i Balilla di Montelupo fossero invece 2/4 di quelli di Empoli, quanti sarebbero i Balilla di questo paese?

Anni ’40 (ginnasio). Tema -La materia che preferisco. Svolgimento: Tra tutte le materie di scuole o altre che ci possono essere senza che io le studi, fatta la mia lista, è sempre migliore l’italiano. Non che a me piaccia l’italiano perché so scrivere bene. No questo non, perché invece non so scrivere niente bene ma perché mi attira. Non è neanche vocazione infatti da piccina di 3 anni ero bravissima a far disegni, ginnastica e a cantare. Con l’andare a scuola i miei voti peggiori furono in disegno, canto e ginnastica mentre ero considerata un asso in matematica e il mio avvenire era già scritto poiché dai cugini fino ai parenti più stretti dicevano che avrei dovuto fare la professoressa di matematica. Poi per dare l’esame di ammissione presi molte lezioni private di italiano poiché ero molto scarsa in italiano quella materia. Con l’andare in I ginnasio persi tutta la mia bravura in matematica ma acchistava maggior vocazione per l’italiano e fu da allora che mi misi in mente di diventare giornalista. Ed è soltanto per questo che mi piace moltissimo ma sinceramente moltissimo l’italiano ma non quello che scrivono gli altri ma solamente quello che scrivo io, anche se non è bello, a me piace più della divina commedia di Dante. Molta gente può chiamare ciò superbia ma io la chiamo soltanto sincerità.

Anni ’70 (5° elementare). Tema: Il Duomo è il simbolo della tua città. Gli effetti dell’inquinamento dell’aria minacciano la sua bellezza: quali proposte faresti perché esso rimanga come tu lo vedi? Svolgimento: L’inizio del titolo di questo tema è veramente azzeccato; infatti la nostra bella cattedrale, che è il Duomo, è veramente il simbolo di Milano; infatti non c’è turista, che visiti Milano, che non gli dia almeno un’occhiata. Sulle copertine dei libri che parlano di Milano vi è spesso raffigurato il Duomo. I cartolai di Milano, che tengono le illustrazioni, immancabilmente ne hanno qualcuna del Duomo. Da questo si può capire cosa rappresenti il Duomo per noi e per Milano. Essa è la seconda Cattedrale in grandezza del Mondo dopo S. Pietro in Roma, fu iniziata la sua costruzione nel 1386, ai lavori parteciparono tutti, costò fatica, ed è anche per questo che noi lo amiamo. Un milanese tanto lo ama che se è in un altro posto e ne sente parlare è molto contente e sente la mancanza. Come tutti sapete esso è stato costruito con marmo di Candoglia, ovvero marmo rosa. Col passare del tempo, lo smog i fumi degli stabilimenti lo hanno reso nero, allora io proporrei tre cose: o che tutta la popolazione sborsasse un bel po’ di liquidi perché si inventasse qualche strumento moderno che continuasse dal mattino alla sera a pulirlo. Oppure come ai tempi della costruzione un giorno tutti gli orefici, un giorno tutte le casalinghe ecc. ecc. andare a dare una bella pulitina in modo da renderlo rosa. Oppure quest’altro metodo: oggi Ricciardo ha detto che se si grattano le pareti si vede sotto il rosa, quindi manderei un’armata di grattori a pulirlo ben bene.

Anni ’80 (2^ elementare). Tema: Mio padre non lavora. Mio padre ora non va a lavorare perché sta male e si alza alle 7. Va a trovare il cartone per strada. A mio padre fa male la schiena e deve andare per forza a cercare il cartone. Quando ne ha trovato tanto, lo va a vendere.

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