Da corriere.it – 27/04/2015 – Al grido di «Vergogna, vergogna» una cinquantina di manifestanti ha interrotto l’intervento del ministro. Renzi: «Un insegnante ascolta e rispetta le idee di tutti».

La protesta contro la riforma della scuola è sfociata anche alla Festa dell’Unità di Bologna. Il dibattito col ministro Stefania Giannini è stato interrotto dalla protesta dei comitati di docenti, studenti e genitori. Al grido di «Vergogna, vergogna» una cinquantina di manifestanti è entrato nel tendone in Montagnola interrompendo l’intervento del ministro. Alcuni sono stati allontanati con la forza dalla sicurezza. «Noi con il mondo della scuola ci siamo confrontati, questo non è il mondo della scuola», commenta a caldo Giannini. «Un insegnante ascolta e rispetta le idee di tutti — ha aggiunto il premier Matteo Renzi —. Impedire a altri di parlare è l’opposto di ciò che deve fare un educatore».

LA DINAMICA – Quando, poco dopo le 18.30, è cominciato il dibattito, gli organizzatori si sono resi conto che la platea dello spazio dibattiti della festa nazionale dell’unità di Bologna, dedicata al 70/o della Liberazione, era in larga parte composta da studenti e precari della scuola. Quando il ministro ha preso la parola sono cominciate le proteste con pentole e posate che hanno di fatto reso impossibili gli interventi del dibattito. Oltre al ministro Giannini ha lanciato appelli al dialogo anche la responsabile scuola del Pd Francesca Puglisi, ma ad ogni affermazione la protesta, alla quale nel frattempo si erano aggiunte altre persone, non faceva che aumentare di intensità, accompagnata anche da grida di contestazione all’indirizzo della Giannini. Questa situazione è andata avanti per circa 20 minuti fino a che il ministro Giannini ha lasciato la festa, visibilmente indispettita.

IL MINISTRO – «Ho ascoltato, io ho una certa cultura del rispetto». Visibilmente amareggiata, il ministro Stefania Giannini ha lasciato con queste parole la Festa dell’Unità. Dire che il Governo non si è confrontato col mondo della scuola sulla riforma «è un falso storico», ha tentato di rispondere il ministro sotto il tendone, nel pieno della protesta. «Noi col mondo della scuola abbiamo parlato, questo non e’ il mondo della scuola», afferma Giannini parlando coi cronisti. Ma anche le sue spiegazioni e le risposte alle proteste sono state travolte dal frastuono dei manifestanti.

IL PD – «È stato un agguato in piena regola, organizzato in modo perfetto». Così la senatrice Francesca Puglisi, responsabile scuola Pd, commenta la contestazione al ministro Stefania Giannini. «Siamo arrivati in una sala gremita di persone molto tranquille, dopodiché erano talmente bene organizzate che appena il ministro ha aperto bocca è stato impossibile continuare a parlare perché si sono alzate in piedi a urlare. Era una protesta prevista fin da ieri, è stato impossibile continuare a parlare». Puglisi ricorda il tentativo di mediazione: «Abbiamo invitato a salire sul palco i rappresentanti (della contestazione,ndr) perché esprimessero le loro posizioni e per aprire un dialogo, ma a parte gli insulti non abbiamo ascoltato altro. Questo non fa onore agli educatori, anzi penso che forse non fossero insegnanti, forse erano centri sociali. Non me lo spiego. Visto che il dialogo ci è stato impedito, ce ne siamo andati, per evitare che la tensione potesse dilagare».