Da Webmasterpoint.org 19/06/2013 – Quella del concorso per insegnanti è un questione strettamente legata ai cosiddetti quota 96. Lo slittamento delle prove orali a settembre, almeno in Toscana e in Piemonte, costringe il governo a rivedere i buoni propositi di assunzione di docenti precari tramite questo strumento. E quali conseguenze avrà per il personale della scuola sul punto di andare in pensione? Per tutti loro sono allo studio alcune soluzioni che tengano conto della loro specificità, come la concessione del part time in attesa del definitivo ritiro dalla scena lavorativo. Ma il ministro del Lavoro Enrico Giovannini sembra mettere le mani avanti sulla presunta volontà del governo di abbassare a 62 anni l’età del pensionamento per questo comparto.
Al centro delle discussioni c’è soprattutto la questione dei quota 96 ovvero quei lavoratori che, nonostante il compimento di 61 anni d’età e il raggiungimento di 35 anni di contributi, non sono andati in pensione a causa dell’introduzione della riforma Fornero che non ha tenuto conto delle peculiarità e della tempistica del mondo della scuola. Sul tavolo dei ragionamenti c’è un disegno di legge, che dovrebbe essere già finita in Commissione Lavoro, che prevede una correzione della tempistica da anticipare al 31 agosto 2012, visto che l’anno di riferimento della scuola non è l’anno solare ma, appunto, quello scolastico.
E anche secondo il ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza è necessaria una normativa integrativa della riforma pensionistica che consenta una deroga, in considerazione della specialità del comparto scuola, al fine di permettere al personale scolastico che avesse maturato i requisiti previgenti nell’anno scolastico 2011/2012 di andare in pensione nell’anno scolastico successivo secondo la precedente normativa.