Da OrizzonteScuola.it – 23/01/2015 – L’organico funzionale, quali compiti dovrà adempiere? E’ il fulcro della riforma e legato all’assunzione dei 149mila nuovi docenti. Sarà fondamentale per coprire le supplenze dei docenti, ma sarà anche trampolino per la carriera e non sarà esclusivo terreno per i docenti neoassunti. Potranno accedervi, a partire dal 2015/16, anche i docenti già di ruolo.

Lo stato dell’arte

L’organico funzionale non è una novità. Esso è stato introdotto in Italia già nel 1996 con la Legge 662 (art. 1 comma 72), alla quale ha fatto seguito la Legge 59/97 (art. 21), quindi il D.P.R. 233/98, il D.P.R. 251/98 e il D.M. 71/99. Lo scopo era di far si che quest’organico funzionale assegnato alla scuola si occupasse di attività didattiche in compresenza, programmazione, organizzazione, realizzazione di iniziative di raccordo con le realtà socio-economiche e di esperienze orientamento, riorientamento scuola-lavoro, nonché per progetti di ampliamento dell’offerta formativa.

Si giunge, quindi, al D.L. n. 5 del 9 febbraio 2012, art. 50, nel quale viene introdotto un organico funzionale che “ha quale scopo di sostituire le tradizionali categorie dell’organico di diritto e di fatto”. La norma prevede l’assegnazione di un contingente assegnato alla scuola per una durata di tre anni, determinato in base alle ultime serie storiche dei fabbisogni di personale. Legge rimasta lettera morta.

Veniamo al Ministro Giannini. E’ nelle linee guida presentate al Parlamento l’istituzione di un organico funzionale che operi in una rete di scuole e non in una singola scuola e che si occupi di diverse attività: dalle supplenze, alla formazione dei docenti, all’integrazione degli alunni disabili, all’ampliamento dell’offerta formativa. Vedremo più avanti, analizzando il testo delle linee guida “La Buona Scuola”.

Una domanda che è lecito porsi è: basterà l’attuale legislazione per avviare l’organico funzionale previsto dalla riforma? A rispondere lo stesso Ministro Giannini che anticipando i lavori del “cantiere scuola” ha affermato di voler affrontare la questione dell’organico funzionale in un prossimo Decreto o in una legge delega.

L’organico funzionale o dell’autonomia nella riforma

Cuore della riforma, motore dell’autonomia. Due concetti che rendono bene cosa sarà l’organico funzionale nel nuovo funzionamento della scuola. E’ il testo stesso delle linee guida per la riforma della scuola che ci dice come “la vera autonomia delle scuole deve ripartire dalla possibilità di riqualificare la propria offerta formativa con attività integrative e facoltative, grazie ad un organico funzionale rafforzato.”

Organico funzionale e supplenze

Non è un segreto che l’avvio dell’organico funzionale come previsto nelle testo “La Buona Scuola” sia subordinato al piano di assunzioni di 149mila docenti. Dei quali 80mila andranno all’organico funzionale: 60mila tra infanzia e primaria, 20 mila nelle secondarie.

Tra le funzioni che l’organico funzionale dovrà adempiere c’è quella delle supplenze.

Le supplenze coinvolte potrebbero aggirarsi intorno al milione e ottocentomila, concentrate soprattutto tra infanzia e primaria (fino al 75% a regime, ma con picchi del 90%).

Non solo docenti neoassunti

Sbaglia chi pensa che l’organico funzionale sarà riservato soltanto ai docenti neoassunti, i 149mila previsti dalla riforma e finanziati dalla Legge di Stabilità.

E’ lo stesso testo “La Buona scuola” che fuga qualsiasi dubbio quando prevede da subito (già a partire dal 2015/16) un minimo di mobilità da organico su cattedra a organico funzionale. E si fa anche una ipotesi di chi potrebbe farne parte, su  base volontaria. Il riferimento è ai docenti che “preferiranno” spendere gli ultimi anni dalla pensione lavorando “dentro la scuola ma fuori dalla classe”. Il richiamo ai Quota 96, e non solo, appare evidente. Una operazione che permetterebbe, tra l’altro, di liberare ulteriori cattedre per i neo-assunti.

Non solo supplenze

L’organico funzionale non si occuperà soltanto di supplenze. Nel testo “La Buona scuola” viene citato svariate volte e compare anche sotto il termine di organico dell’autonomia.

Esso viene citato:

  • in occasione della dispersione scolastica e del potenziamento del tempo pieno per la primaria e per l’infanzia.
  • in occasione del potenziamento dell’orientamento degli studenti e di ciò che viene definita “integrazione verticale” ed in particolare per il passaggio dalla scuola secondaria di primo grado a quella di secondo.
  • in occasione dell’analfabetismo informatico e dell’educazione finanziaria.
  • in occasione dell’ambizioso progetto scuola-lavoro. Infatti, i docenti dovranno partecipare alle ore di alternanza, compreso, dice il testo, “ovviamente il nuovo organico funzionale”, che dovranno essere formati come tutor dei ragazzi in azienda, e che insieme all’azienda costruiscono il progetto formativo dei ragazzi.

Formazione e innovazione

Ruolo fondamentale avrà l’organico funzionale nella formazione dei docenti attraverso l’individuazione di quelli che nel testo vengono chiamati gli “innovatori naturali” e che dovranno avere la possibilità di “concentrarsi sulla formazione”. L’ingresso dell’organico funzionale, sebbene non apertamente citato nel testo delle linee guida sulla riforma, sembra essere invocato, ad esempio, in occasione dell’individuazione di un docente di riferimento per ogni rete di scuole quale referente per i colleghi e sostegno per l’innovazione didattica.

Altra citazione legata alla formazione riguarda l’avvio del nuovo sistema di reclutamento e al ruolo della scuola per la parte relativa al tirocinio degli aspiranti docenti. Di questa dovranno occuparsi dei tutor che, secondo quanto riportato dal testo “La Buona scuola”, entreranno nell’organico funzionale.

Esoneri e semiesoneri

Questa volta non nel testo “La Buona scuola”, ma nella Legge di Stabilità, l’organico funzionale viene legato all’abolizione degli esoneri e semiesoneri. Le modalità di questo legame non sono ancora state declinate, nel testo “La Buona scuola” non si fa cenno diretto a tale gestione, ma si sottende che si possa inserire nel capitolo carriera.

Carriera, mobilità dei docenti e organico funzionale

Organico di cattedra e organico funzionale non saranno due comparti stagni, sarà possibile passare da uno all’altro in base a scelte dei docenti. Il meccanismo è già presente in occasione dell’avvio dell’organico funzionale e del quale ho dato cenno ad inizio articolo

Ma il meccanismo viene ripreso anche in occasione del capitolo dedicato alla mobilità dei docenti, all’interno della sezione sulla carriera.

Il testo definisce tale mobilità come “professionale”, e riguarda, appunto, la possibilità per i docenti di passare da un organico all’altro, affinché “progressivamente tutti i docenti abbiano, nel corso della loro carriera, la possibilità di svolgere tanti lavori diversi ma complementari – dal far lezione in classe, allo sviluppare la progettualità extra-curriculare, al seguire la formazione dei tirocinanti.” Meccanismo che viene descritto come la soluzione per migliorare il sistema e realizzare la vera autonomia e che sarà funzionale alla carriera e agli “scatti professionali”.

Organico funzionale, “Registro Nazionale dei docenti” e ruolo dei Dirigenti

Nella sezione dedicata all’autonomia, nel testo “La Buona scuola”, fa capolino il “Registro nazionale dei docenti della scuola”. Si tratta di un registro che sarà attivato già a partire dal 2015/16 e offrirà le informazioni sulla professionalità, una sorta di portfolio ragionato) degli amministrativi, dirigenti, insegnanti, associato alla scuola in cui sono in servizio, ma a disposizione delle reti di scuole

Così, se ci riferiamo ai docenti, il registro diventerà lo strumento che ogni scuola o rete utilizzerà per individuare i docenti che meglio rispondono al proprio piano di miglioramento ed esigenze.

Sarà questo il luogo da cui saranno scelti anche i collaboratori del dirigente per i quali la Legge di stabilità ha tagliato i fondi per gli esoneri e i semiesoneri? Vedremo, sarà comunque il canale dal quale si attingerà per gli incarichi professionali, per quelle mansioni che i docenti potranno svolgere legate al funzionamento della scuola, al potenziamento dell’offerta formativa, al di là del ruolo assegnato all’organico funzionale di mero strumento per coprire le assenze.

Ad ogni modo, chiudiamo il cerchio.

Chi si occuperà della scelta dei docenti per i compiti legati all’organico funzionale? Saranno i Dirigenti scolastici. La chiamata sarà in base al curriculum che dovrà essere coerente con le attività con cui intende realizzare l’autonomia.

Punto fortemente criticato dai sindacati che vedono l’ingresso nella scuola dello spauracchio “chiamata diretta dei docenti”, con la quale si gestirà, con molta probabilità, una buona parte dei crediti fondamentali per la carriera dei docenti e, di conseguenza, per gli aumenti stipendiali.

Nota a margine

L’excursus appena concluso non vuole avere la pretesa di esaustività ed è basato esclusivamente su quanto contenuto nelle linee guida della riforma e nella legge di stabilità, sebbene siano presenti alcuni scatti in avanti, quando si ipotizzano alcuni meccanismi.  Manca, ad esempio, un opportuno riferimento per quanto riguarda il ruolo dell’organico funzionale nel sostegno, del quale abbiamo solo qualche cenno. E’ ovvio che l’organico funzionale è ancora un ambito che dovrà vedere i propri confini e, probabilmente, non potrà essere ingabbiato neppure allora.