Da TecnicaDellaScuola.it – 19/08/2013 – Nel deserto dell’autonomia scolastica, dove ormai da anni vengono sottratte alle scuole, sia da governi politici che tecnici e con un preciso intento politico-trasversale, risorse umane e finanziarie, sembrava intravedersi un miraggio, capace di aprire uno spiraglio di speranza per consolidare e sviluppare l’autonomia delle istituzioni scolastiche.
Il miraggio di cui stiamo parlando aveva le sembianze del decreto legge n. 5/2012 convertito nella legge n. 35/2012, pubblicata nel supplemento ordinario n. 69 della Gazzetta ufficiale del 6 aprile 2012. In questa legge dello Stato, all’art.50 si scrive della necessità di potenziare l’autonomia gestionale secondo criteri di flessibilità e di valorizzare la responsabilità e la professionalità del personale della scuola.
Sembrava intravedersi all’orizzonte, quasi da fare invidia alla Fata Morgana, la concreta possibilità, per ciascuna istituzione scolastica, di un organico dell’autonomia, funzionale all’ordinaria attività didattica, educativa, amministrativa, tecnica e ausiliaria, alle esigenze di sviluppo delle eccellenze, di recupero, di integrazione e sostegno agli alunni con bisogni educativi speciali e di programmazione dei fabbisogni di personale scolastico, anche ai fini di una estensione del tempo scuola.
Si materializzava anche un’altra possibilità, quella di poter definire un organico di rete in grado di generare delle vere e proprie reti territoriali tra istituzioni scolastiche diverse, al fine di conseguire la gestione ottimale delle risorse umane, strumentali e finanziarie; nonché per l’integrazione degli alunni con bisogni educativi speciali, la formazione permanente, la prevenzione dell’abbandono e il contrasto dell’insuccesso scolastico e formativo e dei fenomeni di bullismo, specialmente per le aree di massima corrispondenza tra povertà e dispersione scolastica. Ma si sa, i miraggi fanno vedere cose che nella realtà non esistono, sono soltanto degli effetti ottici che si verificano quando i raggi di luce sono fortemente incurvati dal passaggio attraverso strati d’aria a temperature diverse.
È questo tipo di fenomeno che ci ha indotto a vedere quanto è scritto nell’art. 50 della legge n. 35/2012? Si trattava forse di un miraggio nel deserto arido dell’autonomia scolastica? Sembrerebbe proprio così, infatti il ministro Carrozza non ha attuato nessun organico funzionale e reti territoriali tra istituzioni scolastiche.
Piuttosto il ministro dell’istruzione ha consentito, con un silenzio assordante, il blocco degli scatti d’anzianità per il 2013 e il 2014. Altro che valorizzazione della responsabilità e professionalità del personale della scuola e rilancio dell’autonomia scolastica. Intanto il terreno desertificato dell’autonomia scolastica sta evidenziando crepe sempre più vistose e profonde, e nemmeno i miraggi basteranno a credere che qualcosa stia veramente cambiando. Rimaniamo in attesa, sperando che una buona politica dia concretezza alle leggi scritte e non tiri a campare sulle spalle di chi stremato e vessato, crede di aver vissuto un’illusione ottica ed è stato vittima di un incredibile, ma meraviglioso, miraggio.