Da OrizzonteScuola.it – 04/05/2014 – Si parla di nuovo di organico funzionale o di rete. Lo stesso Ministro Giannini in una recente dichiarazione “Voglio trasformare l’organico funzionale in organico di diritto, facendo svolgere a rotazione a tutti gli insegnanti di ruolo anche mansioni che prima venivano svolte dai supplenti, aprendo a nuovi ingressi”

Quindi, l’intenzione del Ministro sarebbe quella di superare la distinzione tra organico di diritto e organico di fatto, assegnando ad ogni scuola un organico stabile che dura tre anni.

Ma cos’è in pratica l’organico funzionale?

L’organico funzionale rappresenta una quota di personale docente, privo di classe, che può aggiungersi all’organico di fatto e che può servire alla scuola ad ampliare l’offerta formativa, alla sostituzione dei docenti e ad avere anche un pool di insegnanti a disposizione di reti di scuole. E’ un organico, quindi, che non coincide rigorosamente con il numero delle classi e degli insegnamenti.

L’organico funzionale determinerebbe l’assegnazione di un contingente extra alla scuola per tre anni, in base alle serie storiche del fabbisogno di personale, che avrà lo scopo di potenziare la didattica, fare corsi di recupero e coprire le supplenze brevi.

In poche parole l’organico funzionale consiste in un numero di posti assegnati a un istituto; il Dirigente Scolastico li distribuisce sulle varie classi di concorso in attuazione della delibera del Collegio dei docenti che approva il Piano dell’Offerta Formativa.

Quando è stato introdotto nella scuola l’organico funzionale? Le prime disposizioni normative che incominciano a parlare di organico funzionale sono: Legge 662/96 art.1 comma 72; Legge 59/97 art. 21 D.P.R. 233/98D.P.R. 251/98,D.M. 71/99

L’introduzione dell’organico funzionale è partita dalla scuola elementare per l’anno scolastico 1997/98; a seguire nella scuola materna nell’anno 1999/2000; nelle scuole secondarie è stata attivata una sperimentazione per l’anno 1999/2000 in sole 366 scuole sulla base di organici costituiti secondo il D.M. 71/99, come previsto nell’art.1 dove si prevede la realizzazione di un nuovo modello di organico funzionale d’istituto a disposizione per tre anni a decorrere dall’a.s. 1999/2000

Il D.M 71/99 dava facoltà delle singole istituzioni scolastiche di costruire un organico cattedre sulla scorta di progettazioni specifiche, infatti all’art. 3 si precisa che “In attuazione della delibera del Collegio dei docenti che approva il piano dell’offerta formativa, comprendente i corsi di ordinamento, i corsi sperimentali, nonché tutte le opportunità formative previste dall’istituzione scolastica, coerenti con le finalità proprie della stessa, il dirigente scolastico indica le classi di concorso alle quali attribuire le risorse assegnate…. Le ulteriori risorse disponibili sono assegnate per lo svolgimento di insegnamenti integrativi, di attività didattiche in compresenza o che prevedano l’articolazione del gruppo classe, ovvero per la programmazione, organizzazione e realizzazione di iniziative di raccordo con le realtà socio-economiche e di esperienze di orientamento, riorientamento e scuola-lavoro , nonché di tutte le attività inerenti i progetti che l’istituzione scolastica ha previsto nell’ambito del piano dell’offerta formativa.”

Dall’organico funzionale d’istituto all’organico funzionale di rete

L’organico funzionale rappresenta, quindi, un valore aggiunto sul piano didattico, ma anche e soprattutto, una risorsa reale. Contro questo organico funzionale si sono espressi nel tempo tutti i ministri dell’economia.

Negli ultimi tempi però si è fatta strada l’idea di impiegarlo per evitare costi imprevisti e imprevedibili dettati dalle esigenze scolastiche (supplenze, insegnanti per gli stranieri, corsi di recupero ecc.), superando il concetto di organico funzionale per singola scuola e arrivando alla proposta di un organico funzionale di rete.

Per organico funzionale di rete si intende un corpo docente assegnato a reti di scuole, che utilizzeranno tali docenti per il potenziamento dell’offerta formativa che inglobi anche il sostegno, l’integrazione degli alunni stranieri e la dispersione scolastica.

L’organico funzionale di rete è regolato dal D.L. n.5 del 9 febbraio 2012, art.50 e dovrà e potrà realizzarsi nei limiti previsti dall’art. 64 della legge 133/2008 e sulla base dei fabbisogni di una singola scuola, di una data rete di scuole o di una dotazione organica provinciale.

Nel D.L. 5/2012 (Decreto Legislativo sulla Semplificazione e Sviluppo) alla scuola è dedicata una sezione specifica (Sezione III – Disposizioni per l’istruzione – Art. 50- Attuazione dell’autonomia) Il primo comma dell’art. 50 è quello dedicato all’organico funzionale che, secondo la volontà del legislatore, supera e sostituisce le tradizionali categorie dell’organico di diritto e di fatto, per lasciare il posto a un contingente di personale assegnato alla scuola per una durata di tre anni, determinato in base alle ultime serie storiche dei fabbisogni di personale; un contingente che dovrà far fronte anche alle supplenze e che avrà il vincolo della permanenza nella scuola appunto per tre anni.

L’obiettivo, da una parte, era quello di dare stabilità al personale e continuità all’azione didattica, ma dall’altra parte c’era sicuramente quello di creare una disponibilità di personale in modo tale da evitare il ricorso a molte supplenze saltuarie con il cui costo si sarebbe finanziato in parte lo stesso organico funzionale e di rete

Le disposizioni previste nell’art. 50 sono rimaste sulla carta in quanto non è stato dato nessun impulso alla costituzione di accordi di rete tra istituzioni scolastiche ed in particolare è venuto a mancare l’organico funzionale, concesso in un primo tempo alle scuole solo virtualmente, ma mai messo in pratica se non a livello sperimentale, e che doveva fornire le risorse umane su cui costruire le reti e i loro laboratori all’interno di progetti comuni tra le scuole.

E’ mancato anche un punto di riferimento preciso con il compito di aiutare lo sviluppo delle reti, così come sono mancati specifici finanziamenti a causa del condizionamento dato dall’ art.64 della legge finanziaria del 2008, con il quale vengono posti vincoli orientati a razionalizzare risorse umane e finanziarie e che di fatto hanno impedito la piena realizzazione dell’organico funzionale e di quanto previsto dal citato art.50 del DL 5/2012

Sembra che l’attuale Ministro della Pubblica Istruzione Stefania Giannini voglia riconsiderare la possibile realizzazione dell’organico funzionale.

Nelle sue LINEE GUIDA propone di avviare “un organico funzionale, cioè un gruppo professionale qualificato, che operi in una rete di scuola e che si occupi di un ventaglio di attività che vanno dalla formazione dei docenti all’integrazione degli alunni disabili”. La gestione degli organici funzionali, negli obiettivi della Giannini, dovrà essere delegata ai Dirigenti scolastici, che avranno maggiore autonomia nella gestione delle supplenze.

Uno dei suoi obiettivi (come dichiarato a Catania) è la trasformazione dell’organico funzionale in organico di diritto che potrebbe avere l’effetto di smorzare l’esodi di docenti da Sud verso Nord. Il Ministro infatti nelle sue linee programmatiche ha sottolineato” la necessità di predisporre misure nei confronti dei precari all’interno di “organici funzionali” che permettano una migliore gestione delle supplenze e un aumento dell’offerta formativa”

Per quanto concerne il rapporto tra gli organici funzionali e i docenti di ruolo il Ministro ha affermato: “Voglio trasformare l’organico funzionale in organico di diritto, facendo svolgere a rotazione a tutti gli insegnanti di ruolo anche mansioni che prima venivano svolte dai supplenti, aprendo a nuovi ingressi”

Questa affermazione ha suscitato molti dubbi, perplessità e domande che non hanno ancora trovato risposta.

Il Ministro prende in considerazione anche l’importanza degli accordi di rete tra scuole nell’ottica della loro autonomia, affermando: “Autonomia scolastica significa, anche, riconoscere agli istituti spazi di flessibilità previsti dall’autonomia e dai nuovi ordinamenti, trasferendo il budget orario previsto per il personale e favorendo l’utilizzo condiviso di risorse strumentali e umane tra reti di scuole. Ciò garantisce continuità alle supplenze, le presenze di insegnanti di sostegno specializzati, docenti per l’apprendimento nelle lingue straniere (CLIL) e i tecnici di laboratorio.”

Per la realizzazione dell’organico funzionale e il relativo impegno finanziario la Giannini nelle sue Linee Guida afferma: “Sono perfettamente consapevole che percorrere questa strada comporta un significativo impegno finanziario. Ma credo anche che, attraverso una due diligence seria sui costi che sosteniamo oggi per le supplenze brevi e l’integrazione degli alunni disabili, potremo arrivare ad un effettivo bilanciamento finanziario rispetto al fabbisogno necessario per l’attuazione dell’organico funzionale di istituto e di rete. L’art. 50 del decreto legge n. 5 del 2012 istituiva l’organico dell’autonomia, adesso servono le risorse finanziarie per dare piena attuazione a questo strumento.

Si parla di nuovo, quindi , del DL 5/2012 con l’ipotesi di realizzare quanto previsto dall’art. 50. Questo nelle intenzioni del Ministro, in attesa di una reale concretizzazione!