Da TecnicaDellaScuola.it – 13/01/2014 – In Germania, per favorire l’integrazione, ai bimbi musulmani è consentito studiare il Corano in classe in parità con la religione cristiana. Tuttavia per qualche pedagogista è sbagliato perché divide cristiani e islamici. Bisogna invece imparare le diverse fedi

Nel frattempo in Italia, scrive il Corriere della Sera, si è aperto il dibattito, con l’intervento del prof Paolo Branca, studioso di Islam della Cattolica di Milano e tra i più noti in Italia, spesso consulente del governo.

E il prof sostiene: “Trasformare l’ora di religione in una lezione sulle religioni. La realtà si sta già muovendo da sola in questa direzione”. Il 15 per cento dei genitori islamici a Milano non chiede l’esonero per i figli e nella pratica molti insegnanti armati di buona volontà tentano di valorizzare le diversità che incontrano in classe. Bisognerebbe a questo punto, sussurra il prof, ridiscutere l’ora di religione nel nostro Paese, formando gli insegnanti di religione presso istituti superiori di studi islamici che però mancano nel nostro paese.

La questione allora riguarda l’approccio complessivo della cattolica Italia alle confessioni altre. Quanto alle scuole, dal momento che è tutto da inventare, il professore Branca torna sull’idea iniziale e suggerisce di non dividere gli alunni per tradizione religiosa – i cristiani da una parte, i piccoli islamici da un’altra , “sarebbe un passo indietro” -, invitando piuttosto a prendere in considerazione uno studio delle religioni che tenga insieme tutti gli italiani, di ogni fede, fin dalle elementari.