Da OrizzonteScuola.it– 19/03/2014 – Ieri la Camera ha dato il via libera al Decreto che salvava gli stipendi del personale della scuola dal prelievo di 150 euro e che ristabilizza gli scatti stipendiali.

Vediamo cosa riporta il testo del provvedimento e cosa cambierà per le tasche degli interessati.

Perché questo provvedimento?

Ricordiamo che il Decreto in questione è stato emanato dal Governo per recuperare il pasticcio del recupero delle somme legate agli scatti legittimamente maturati dal personale della scuola direttamente dalla busta paga.

Infatti, il DPR 122 del 2013 prorogava il blocco della contrattazione e degli automatismi stipendiali disposto dall’art. 9 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.

Fino all’adozione del suddetto Dpr, il personale della scuola aveva legittimamente maturato dieci mesi di anzianità (1 gennaio 2013 – 9 novembre 2013) utili, per alcuni dipendenti, per il passaggio alla classe stipendiali successiva e al riconoscimento del relativo trattamento economico. L’emanazione del DPR 122 obbliga il Ministero dell’economia ad intervenire  facendo retrocedere alla classe stipendiale inferiore e recuperando le somme già percepite dai dipendenti. Somme stimate intorno ai 150 euro.

Cosa prevede il Decreto trasformato ieri in legge

Stop al recupero

L’Articolo 1 del testo, al comma 1, dà lo stop al recupero delle somme percepite dal personale della scuola a partire dal 1° gennaio 2013. Ma tale stop è legato alla conclusione della sessione negoziale avviata con i sindacati e che dovrà avvenire entro e non oltre il 30 giugno 2014.

120mln accantonati in vista dell’accordo all’ARAN

Nel frattempo (comma 2) sono stati accantonati 120milioni di euro relativi ai risparmi certificati dal Ministero dell’Economia e provenienti dal risparmio, corrispondente al 30%, proveniente dai tagli Gelmini-Tremonti.

Cosa accadrà se sindacati e Ministero non giungeranno ad un accordo entro la fine di giugno?

La procedura è contenuta nel comma 3. Se non ci sarà accordo all’ARAN, il Ministero dell’economia utilizzerà i 120 mln di euro per la copertura degli scatti già erogati (i 150 euro, per intenderci)

Sblocco scatti 2014

Infine, il comma 4 sblocca gli scatti del 2014. In pratica, per la scuola non ci sarà l’applicazione della norma che vieta gli aumenti di retribuzione per tutta la PA anche per il 2014.

Buco 2013

Resta il buco del 2013. Infatti, viene ripristinata la progressione economica per anzianità prevista dal contratto vigente, ma viene per tutti rallentata per il mancato riconoscimento del 2013.

La copertura finanziaria

Gli oneri relativi alla restituzione degli scatti legati al Dpr 122 sono quantificati in complessivi 120mln di euro, di cui 58,1 relativi a  somme corrisposte nell’anno 2013 e 61,9 relativi al mantenimento della posizione economica maturata nel 2013.

Fino a quando non sarà conclusa la sessione negoziali con i sindacati, viene accantonata la somma di 120mln di euro corrispondente ad una parte dei risparmi conseguiti nell’anno 2012, che rimangono comunque nella disponibilità della sessione negoziale con i sindacati.

Per quanto riguarda il periodo 2014-16, veniamo a conoscenza, dalla relazione tecnica presentata in Parlamento, che sono già stati stanziati 700milioni di euro, provenienti parzialmente dai risparmi di spesa correlati alla riduzione del personale docente ed ATA.

Cosa avverrà nelle buste paga degli interessati?

Accadrà che il personale della scuola (docenti, ata e personale educativo) si vedrà riconoscere un aumento legato all’anzianità di servizio.