Da IlSole24Ore.it – 20/11/2015 – A certificarlo è il Better Life Index. Il benessere soggettivo degli italiani è inferiore rispetto alla media rilevata nei Paesi membri dell’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. A svelarlo è il Better Life Index, parametro elaborato dall’Organizzazione sulla base dell’opinione dei cittadini utilizzato per valutare il benessere delle società. Gli ultimi dati a disposizione hanno infatti rilevato uno scarto di 0,6 punti sulla scala da 0 a 10 per la valutazione del grado complessivo della vita tra il voto espresso dagli italiani (pari a 6,0) e la media Ocse (6,6).

La soddisfazione nei confronti della propria vita è un parametro adatto alla misurazione del benessere soggettivo. “La valutazione espressa – spiega l’Ocse – ci fornisce l’opinione che gli individui hanno della propria vita nel suo insieme”. Il Better Life Index valuta però anche alcuni aspetti più specifici della vita; purtroppo, però, nemmeno considerandoli uno ad uno l’immagine del Bel Paese appare rassicurante. “L’Italia – spiega infatti l’Ocse – vanta buoni risultati in poche valutazioni sul benessere”. In particolare, “si colloca: al di sopra della media in quanto a equilibrio lavoro-vita privata e stato di salute; ma al di sotto della media in quanto a impegno civile, abitazione, benessere soggettivo, qualità ambientale, occupazione e guadagni, e istruzione e competenze”.

Per quanto riguarda la soddisfazione nei confronti della propria vita, a fare la differenza non sembra essere tanto il fatto di essere uomini o donne (in Italia il benessere soggettivo è stato valutato a 6,2 dagli uomini e al 5,9 per le donne), quanto il livello di istruzione. Avere completato solo il ciclo di istruzione primaria è infatti associato a un livello di soddisfazione pari a 5,7, che sale a 6,6 in caso di livello terziario di istruzione. Ad entrare in gioco è poi anche il reddito personale. Se, infatti, il 70% degli uomini e il 62% delle donne dichiara di sentirsi in buona salute, sia le persone con un livello di istruzione inferiore che quelle con reddito più basso dichiarano di avere una salute più precaria. “Il 74% circa degli adulti nel Paese, con un reddito disponibile compreso nel 20% più elevato, indica che la propria salute è ‘buona’ o ‘molto buona’”, spiega l’Ocse, sottolineando che invece fra nei soggetti con reddito disponibile compreso nel 20% più basso tale percentuale si attesta al 63% circa.

“Sebbene non possa comprare la felicità, il denaro è uno strumento importante per godere di un tenore di vita più agiato”, commenta l’Ocse, proseguendo: “In Italia, il reddito medio disponibile pro-capite aggiustato è pari a USD 25 166 annui, pertanto leggermente inferiore alla media OCSE, pari a USD 25 908 annui. Si riscontra, tuttavia, un notevole divario tra le fasce più ricche della popolazione e quelle più povere – il 20% più ricco della popolazione, infatti, guadagna circa il sestuplo delle somme guadagnate dal 20% più povero”.

In questo panorama poco confrontante un dato può però aiutare a sollevare il morale degli Italiani: per chi vive nello Stivale l’aspettativa di vita alla nascita è di 82 anni, 2 anni in più rispetto alla media dei Paesi dell’Ocse. Le donne possono permettersi di gioire ancora di più. Nel loro caso, infatti, l’aspettativa di vita è 85 anni, 5 in più rispetto agli 80 in cui possono sperare gli uomini.