Da Today.it 19/06/2013 – Inizia la maturità 2013. E’ il giorno della prima prova di italiano, il tema, uguale per tutti gli indirizzi. La seconda prova scritta si svolgerà domani, mentre la terza e ultima è in calendario per lunedì 24 giugno. Per i candidati c’è il solito ventaglio di scelte (analisi del testo, tema storico, tema di attualità, ecc.). Sei ore di tempo per ogni maturando.

TRACCE PRIMA PROVAMagris e l’infinito viaggiare per l’analisi del testo. Le prime conferme: un brano tratto da ‘L’infinito viaggiare’ di Claudio Magris è una delle tracce proposte per la prova di italiano della Maturità 2013. E poi a seguire: Individuo e società di massa con testi di Pasolini, Canetti e Montale per il tema letterario; Stato, mercato e democrazia con testi di Zingales, Pirani e Krugman per il tema socioeconomico; omicidi politici per l’articolo breve; la ricerca sul cervello per il tema tecnico; la rete della vita per il tema generale; Brics e Paesi emergenti per il tema storico. La traccia del tema di maturità a carattere storico dovrebbe così riguardare i paesi in via di sviluppo. Per il tema di attualità prime conferme su una traccia sulla cooperazione e la creatività. Le prove saranno disponibili sul sito del miur www.Istruzione.It dopo le 14, quando gli studenti avranno terminato la prova. In breve, per ora le tracce sono queste:

– Claudio Magris e l’infinito viaggiare per la traccia di italiano;

– Individuo e società di massa, con contributi di Pasolini, Canetti e Montale;

– Stato, mercato e democrazia con brani di Zingales, Pirani e Krugman;

– Omicidi politici per il saggio breve;

– La ricerca sul cervello per il tema tecnico;

– La rete della vita per il “tema generale”;

– Brics, Paesi emergenti, cooperazione per il tema storico.

L’infinito viaggiare di Claudio Magris è una raccolta di brevi scritti di viaggio, ricordi e appunti che vanno dal 1981 al 2004. E’ stato pubblicato nel 2005. Tra le memorabili citazioni che si possono estrarre dall’opera, segnaliamo: “Viaggiare è una scuola di umiltà, fa toccare con mano i limiti della propria comprensione, la precarietà degli schemi e degli strumenti con cui una persona o una cultura presumono di capire o giudicano un’altra.”