Da TuttoScuola.com – 09/02/2015 – Nel discorso di investitura pronunciato martedì scorso di fronte al Parlamento Sergio Mattarella ha messo al primo posto dell’elenco degli adempimenti costituzionali (“Garantire la Costituzione significa…”) il diritto allo studio: “Garantire la Costituzione significa garantire il diritto allo studio dei nostri ragazzi in una scuola moderna in ambienti sicuri, garantire il loro diritto al futuro”, tema che riemerge e culmina nell’adempimento finale: “…Significa libertà. Libertà come pieno sviluppo dei diritti civili, nella sfera sociale come in quella economica, nella sfera personale e affettiva”.

Il filo conduttore del discorso fatto dal costituzionalista e giudice costituzionale Mattarella, diventato Presidente della Repubblica, è stato dunque il fermo richiamo a una lettura non statica e formalista della Carta costituzionale, ma al contrario dinamica e densa di impegni volti a realizzarne lo spirito riformatore.

Vi si è avvertita, in particolare, l’eco dell’articolo 3, comma 2, della Costituzione: “E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana…”.

Il più rilevante di tali ostacoli è la mancanza di istruzione. Per questo gli articoli 33 e 34 della Costituzione affidano alla Repubblica il compito di istituire “scuole statali di ogni ordine e grado”  (33 c. 2), ma garantiscono anche il diritto dei privati di istituire scuole (33 c.3) sia pure “senza oneri per lo Stato” (il che secondo noi non vieta allo Stato di intervenire, come spiegato dettagliatamente in altre occasioni), e quello di “rendere effettivo” il diritto allo studio con borse di studio e “altre provvidenze” (34 c. 4).