Da TecnicaDellaScuola.it – 17/11/2013 – Una prima dichiarazione del presidente dell’Inps, Mastrapasqua, sulle pensioni aveva fatto temere il peggio: “Dal deficit Inps segnali di non totale tranquillità”. Poi la rettifica. E Saccomanni: un problema tecnico.

Il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, riferendosi sui dati di bilancio dell’Ente nel corso di una audizione alla commissione bicamerale di controllo degli enti previdenziali, aveva usato parole poco tranquillizzanti per i pensionati, sollevando parecchi allarmi. Poi in serata la rettifica: “i conti dell’Istituto sono in piena sicurezza” e “ogni allarmismo non è giustificato. C’è piena e totale sostenibilità dei conti della previdenza e dell’Inps. Nessun allarme e nessun allarmismo. Oggi mi sono limitato a ribadire quanto ho affermato lo scorso mese di luglio nell’annuale relazione al Parlamento e che cioé il disavanzo ereditato dall’ex Inpdap, non deve trasformarsi in un sintomo di incertezza sulla tenuta della previdenza italiana. È solo un problema contabile, che non mina la certezza dei flussi finanziari. Nessun rischio né per oggi né per domani. Le pensioni sono e saranno regolarmente pagate”.

Tuttavia, sottolinea Il Sole 24 Ore, in audizione Mastrapasqua aveva parlato di una lettera inviata al governo per segnalare gli eventuali problemi di bilancio. “Ho scritto sia al ministro Saccomanni che al ministro Giovannini, come fatto con l’esecutivo precedente, invitandolo a fare una riflessione su questo punto essendo il bilancio Inps ormai un bilancio unico ed essendo il disavanzo patrimoniale ed economico una cosa che, vista dall’esterno, nel mondo della previdenza, può dare segnali di non totale tranquillità”.


I problemi ci sarebbero, ma per colpa di uno squilibrio di bilancio creato dell’accorpamento con Inpdap ed Enpals, ha ancora spiegato Mastrapasqua, mentre le perdite dell’Inps sono imputabile essenzialmente, “al deficit ex Inpdap, alla forte contrazione dei contributi per blocco del turnover del pubblico impiego e al continuo aumento delle uscite per prestazioni istituzionali».

Rassicurante anche la replica di Saccomanni a Bruxelles per partecipare all’Eurogruppo: “È un problema tecnico che stiamo valutando, ne abbiamo parlato anche con Giovannini, ci sta lavorando la ragioneria, non c’è nessun motivo di allarme”.

Per Mastrapasqua, scrive ancora Il Sole, occorre dunque abbandonare la pratica delle anticipazioni, “di trasferimenti statali non completamente rispondenti ai fabbisogni”, e ripristinare una copertura strutturale da parte dello Stato per il pagamento delle pensioni pubbliche. Senza questo intervento normativo si potrebbero “innescare rischi di sotto finanziamento dei disavanzi previdenziali e di progressivo aggravamento delle passività”.


Mastrapasqua ricorda pure come all’origine del deficit ex Inpdap vi sia stata la soppressione, con la Finanziaria 2008, della norma in vigore dal 1996 che prevedeva l’apporto dello Stato a favore della gestione ex Inpdap, per garantire il pagamento dei trattamenti pensionistici statali. A fronte di questo, infatti, l’Inpdap ha fatto ricorso all’avanzo di amministrazione per la coperture del relativo deficit finanziario e soprattutto, alle anticipazioni di bilancio.

Alle preoccupazioni di Mastrapasqua replica così il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso: “Oltre a lanciare allarmi Mastrapasqua dovrebbe dirci cosa intende fare. Le unificazioni degli istituti previdenziali decisa dal governo Monti e l’evidenza del fatto che i versamenti da parte del pubblico sono molto parziali non può essere un alibi per immaginare una insicurezza del sistema previdenziale. Si discutesse come redistribuire ai lavoratori dipendenti e ai pensionati i risparmi derivati dalle riforme pensionistiche del passato”.

Tuttavia, si sibila da qualche altra parte, che le dichiarazioni del presidente Inps siano una sorta di viatico sotterraneo, sbandierato pero ad usum delphini o a chi ha orecchie da intendere, per implementare una ulteriore stretta alle pensioni.