Da TecnicaDellaScuola.it – 29/07/2014 – A sostenerlo è la delegata Anci all’Istruzione Daniela Ruffino, commentando le proposte di emendamenti al dl per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli Comuni e dei territori montani e rurali di cui è primo firmatario Ermete Realacci (PD): gli istituti scolastici sono gli attori principali in quel processo di costruzione dell’identità e della formazione dei cittadini, delle comunità e dei luoghi in cui vivono. E ancora: lo Stato provveda agli organici e il Miur a finanziare sussidi didattici e ad installare nuove tecnologie informatiche.

“Il patrimonio sociale, culturale e paesaggistico dei piccoli Comuni rappresenta una grande ricchezza e una risorsa da tutelare e valorizzare, fondamentale per il futuro del Paese. Questo patrimonio ha un caposaldo importante proprio nella qualità delle istituzioni scolastiche, che sono gli attori principali in quel processo di costruzione dell’identità e della formazione dei cittadini, delle comunità e dei luoghi in cui vivono”. A sostenerlo è la delegata Anci all’Istruzione Daniela Ruffino, commentando le proposte di emendamenti al disegno di legge per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli Comuni e dei territori montani e rurali di cui è primo firmatario Ermete Realacci (PD).

Sul piano economico, spiega una nota, i Comuni chiedono che sia lo Stato ad assicurare con risorse proprie la dotazione organica del personale docente e Ata necessaria e chiedono l’introduzione di un numero minimo di studenti per le classi, meno di 10, e per le pluriclassi, dove il numero non dovrebbe superare i 12 alunni. “Infine – aggiunge Ruffino – i Comuni chiedono al ministero dell’Istruzione un finanziamento per l’acquisto di sussidi didattici e per l’installazione di nuove tecnologie informatiche e telematiche da destinare alle scuole dei piccoli Comuni e dei territori montani e rurali”.

“Le proposte che abbiamo presentato alla Camera – spiega Ruffino – riprendono nei contenuti richieste già avanzate in passato ma che ancora non sono state approvate. Ora ci auguriamo che vengano accolte soprattutto per dare un rilancio allo sviluppo dei piccoli centri”.