Da TecnicaDellaScuola.it – 02/09/2015 – Chi pensa che, con la nuova legge sulla scuola, sia il dirigente scolastico a decidere, in modo arbitrario e senza seguire delle regole contrattuali, quali docenti debbano finire nell’ambito territoriale di riferimento, si sbaglia di grosso.

Chi pensa questo, vuole fare la caricatura dei super poteri del preside, ignorando alcuni aspetti della legge 107/2015 e la realtà delle cose. Negli ambiti territoriali ci si arriva, sempre e comunque, attraverso un punteggio e una graduatoria regolamentata dalle leggi e dalle norme contrattuali. Una volta giunti in un ambito territoriale, la qualcosa significa avere ottenuto il trasferimento, saranno i dirigenti scolastici delle scuole che fanno riferimento a quell’ambito, a potere chiamare ed assumere per un triennio il docente titolare di quell’ambito.

Quindi deve essere chiaro che negli ambiti si entrerà per graduatoria e per punteggio, così come accadeva per i trasferimenti da scuola a scuola. La stessa cosa vale per i docenti che saranno individuati soprannumerari, rispetto all’organico di una scuola. Il docente individuato soprannumerario in una scuola, perderà la titolarità in quella scuola e dovrà trasferirsi nell’ambito territoriale. Anche nel caso dei docenti soprannumerari è importante sapere che continueranno ad esistere, almeno per i docenti che posseggono titolarità nella scuola, le graduatorie interne d’istituto per individuare i docenti perdenti posto.

Una cosa è certa, assisteremo a nuove norme, anche di natura contrattuale, che regoleranno i punteggi della mobilità. Ad esempio non esisterà più la differenza tra il punteggio preruolo e quello di ruolo: in sostanza un docente con 10 anni di precariato e altri dieci di ruolo, tutti svolti nello stesso ordine di scuola, con le vecchie regole avrebbe totalizzato per il preruolo 24 punti e per il ruolo 60 punti per un totale di 84 punti, con le nuove regole, non facendo distinzione tra i servizi per come richiesto dalla direttiva europea 1999/70, lo stesso docente acquisirà 120 punti. Tuttavia l’amministrazione vuole differire il punteggio del servizio prestato in ordine di scuola differente. Quindi un docente che ha insegnato alla primaria, vedrebbe il suo punteggio dimezzato qualora fosse valutato per la scuola secondaria di primo grado e viceversa. Nelle graduatorie interne d’istituto non dovrebbero entrare a fare parte i docenti assunti nelle fasi B e C, in quanto non saranno titolari di scuola ma di ambito e verranno utilizzati dalle scuole a scadenza triennale, così come previsto dalla legge 107/2015.

Con l’avvio del prossimo anno scolastico si dovrà aprire necessariamente una grande stagione delle nuove norme sulla mobilità che dovrebbe essere discussa con i sindacati. Attendiamo di capire quali saranno le intenzioni del governo sulla partita della mobilità: “Continuerà nella strada delle decisioni unilaterali o ci sarà spazio per contrattare su temi come la mobilità?”.