Da TecnicaDellaScuola.it – 17/01/2015 – Dalle informazioni pervenute, Governo e Miur avrebbero intenzione di rispettare quanto già stabilito nelle linee guida della Buona Scuola approvate lo scorso settembre dal CdM. L’unica deroga varrebbe per qualche migliaia di idonei all’ultimo concorso. Mentre per gli abilitati con più di tre anni di servizio su posti vacanti, fuori dalle graduatorie ad esaurimento, non rimarrebbe che tentare di ricorrere in tribunale.

Prende corpo l’ipotesi di assumere i 150mila docenti precari quasi esclusivamente delle Graduatorie ad esaurimento. La notizia, dove si è spiegato che sarebbe intenzione del Governo di assumere “solo ed esclusivamente gli iscritti nelle Gae, che abbiano insegnato o meno, non importa per quanti anni”, ha avuto riscontri nelle ultime ore.

Secondo informazioni in possesso della “Tecnica della Scuola”, il Ministero dell’Istruzione sembrerebbe orientato a “pescare” i docenti abilitati, da assumere entro il prossimo 1° settembre, esclusivamente dalle Graduatorie ad esaurimento. A rendere possibile il compito, visto che alle medie e superiori potrebbero non esservi posti vacanti in tutte le classi di concorso, sarebbe l’istituzione dell’attesissimo organico funzionale.

L’intenzione di assumere quasi esclusivamente da GaE, del resto, era stata espressa già a settembre attraverso le linee guida della Buona Scuola approvate anche dal Consiglio dei ministri. Dove si riportava, a pag. 15, che i 150mila docenti sarebbero stati individuati tra “tutti i precari storici e tutti i vincitori e gli idonei dell’ultimo concorso”. E siccome questi ultimi, gli idonei all’ultimo ‘concorsone’, sarebbero solo poche migliaia di unità, viene da sé che praticamente il 95% delle assunzioni verranno effettuate estrapolando i nominativi delle cento Graduatorie ad esaurimento presenti nelle varie province italiane.

L’idea di fare “piazza pulita” delle GaE, inoltre, è stata più volte caldeggiata dal premier Matteo Renzi, oltre che dal ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini. Rimane il nodo dei precari, in possesso di abilitazione all’insegnamento, che hanno svolto più di 36 mesi di servizio su posti vacanti: la Corte di Giustizia europe ha detto, lo scorso novembre, che avrebbero anche loro pieno diritto all’immissione in ruolo. Se però, come sembra, il Governo e il Miur intendono invece tirare dritto, per molti di questi l’assunzione è destinata a passare per i tribunali.